Federico Poggipollini incanta il pubblico di Milano

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Federico Poggipollini al Mare Culturale Urbano, 8 giugno 2017 - © Foto: Riccardo Medana

Milano è una città particolare, non ha il calore di Napoli e non ti regala l’abbraccio di Roma, ma  ha una caratteristica che nessun’altra città italiana possiede: ti dà sempre l’impressione di trovarti al centro di tutto, una sorta di ombelico del mondo.
All’interno della città poi è possibile trovare delle nicchie che ti sorprendono sia per la loro bellezza, sia perché sono inserite in luoghi che mai avresti pensato potessero accoglierle. E’ l’esempio del Mare Culturale Urbano, una cascina del 1600, circondata dai palazzi del quartiere di San Siro. Entrare lì dentro significa isolarsi completamente dalla metropoli che ti circonda, totalmente all’esterno da qualsiasi frenesia cittadina.
Ed è qui che Luca De Gennaro ha creato “Quasi acustico”: una rassegna musicale con concerti adatti a un ambiente raccolto, intimo, senza amplificazione e senza vincoli, tecnici o di genere. Questa particolare atmosfera si trasferisce poi direttamente sul palco e non c’è da stupirsi che Federico Poggipollini, l’artista che si è esibito ieri sera, abbia tirato fuori dal cilindro i suoi trucchi migliori, facendo un concerto che, senza ombra di dubbio, ricorderà a lungo.

Per l’occasione infatti ha riarrangiato in chiave acustica tutti i brani che sta portando in giro per l’Italia con il suo tour, realizzando uno spettacolo unico, intimo, suggestivo e molto caldo. Tanto ha fatto anche il pubblico presente, numeroso e generoso. Federico, dal canto suo, ci ha messo tutto il suo cuore, in una serata alla quale teneva molto, ben supportato da una band, i Crumars, ormai rodata, con cui ormai non ha più bisogno di parlare, ma con cui basta un gioco di sguardi per capirsi e saper dare al brano la giusta direzione. Il segreto della bellezza di un simile concerto sta tutto nel feeling e nella sintonia che ha con questo gruppo: la capacità che ognuno di loro ha di gestire la dinamica dei brani, il modo di intervenire ed essere sempre presenti senza risultare mai invasivi. Efficaci infatti sono state tutte le canzoni, in particolare 7 minuti, in un’inedita versione reggae ed Il chitarrista, reinterpretata in versione swing.

Il risultato finale è quello di un concerto godibilissimo, totalmente libero, in cui si è pensato solamente a suonare e divertirsi. Dopo le polemiche sul tanto playback usato ai Wind Music Awards poter assistere ad uno spettacolo così dal vivo da poter essere definito “puro”, dove il talento, il cuore e la passione fanno da padrone è davvero un privilegio.

La fotogallery della serata:

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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