Chuck è vivo e il rock and roll anche, se volete

508
0

Chuck
di Chuck Berry
Dualtone Records/Decca Records

Trentotto anni ci sono voluti perché mr. Rock and Roll desse alle stampe il suo disco di inediti.
L’album si chiama come lui, appunto Chuck ed è dedicato a Thelmetta “Toddy” Berry, sua moglie dal  28 ottobre del 1948 fino al giorno della dipartita per l’iperspazio del rock and roll, laddove Chuck continuerà a “play the guitar just like a ringin’ a bell”.

La storia di Chuck Berry è la storia del rock and roll, dacché lui è stato il più grande e incontrastato songwriter di quel genere senza tempo che conosciamo come rock and roll, una di quelle definizioni che significano tutto e niente, così, vi lascio un suggerimento, da oggi quando vi chiederanno: «Cosa è il rock and roll?». La vostra risposta sarà: «Chuck Berry».
Simple as that, perché questa è la verità.

Erratico, istrionico, contraddittorio, unico nel portare il genere a una capacità di ammaliare quattro cinque generazioni, Chuck ha portato il fraseggio del suo pianista Johnnie Johnson su uno strumento che non prevedeva quel tipo di destrezza, questa è stata la capacità di Chuck, i suoi riff erano riff pianistici portati su uno strumento nuovo, la chitarra elettrica.

Poi ci sono i suoi testi, macchine, studenti, amore, vita adolescenziale con tutte le sue mille contraddizioni, le chitarre e delle favole in bianco e nero che, quando le ascolti, tra il fraseggio vocale e la capacità evocativa, prendono i colori dei grandi e meravigliosi film dei 50’s.

Omaggiato dai più grandi, che si sono arrampicati sulle sue spalle da gigante per creare  la loro visione, come dice Bernardo di Chartres, noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti, Chuck ha fatto questo inconsapevolmente per gli Stones e most of all per Keef.

ma anche per Bruce…

ed è stato colui che ha arricchito il songbook del rock and roll rendendolo scintillante come la sua 335, sdoganata in Italia dall’unico Chuck Berry italiano il favoloso fratello del rock and roll Mel Previte.

Adorato e temuto da Mick Jagger.

Chuck ha amato la sua chitarra come la moglie, l’immagine della sua dimora eterna con la chitarra con lui è qualcosa di magico

Ma vi volevo parlare del disco Chuck uscito in questo 2017 già caldo, che è un disco semplicemente rock and roll, moderno perché fuori dal tempo come è appannaggio di quelli capaci di creare un mondo, i James Brown, gli Elvis Presley, i Bo Diddley, gli Howlin’ Wolf, i Bob Dylan, quelli creano un mondo impastando argilla e acqua, gli danno la forma di una canzone, ci soffiano sopra e la canzone, perfetta e scintillante nel suo suono, nella sue essenza, comincia a volare e i musicisti, night after night, quando sono a corto di pezzi, tirano fuori un pezzo di Chuck come fosse un asso nella manica.

Questo disco è splendido, prodotto da Chuck perché lui è il Suono, lui è la Luce, Lui è il Verbo.
Gli altri mortali possono inseguire una modernità che gli sfugge, quando hai possibilità di ascoltare Omero raccontare le sue storie live è meglio che ti fermi.

Bye Bye Johnny.

 

CONDIVIDI

Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road!
Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r’n’r!