Guns N’ Roses a Imola: la rivincita di Axl Rose

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Foto di Elena Di Vincenzo tratta dalla pagina Facebook Live Nation Italia

Il tempo è galantuomo; restituisce sempre tutto, nel bene e nel male. Il tempo ha dato ragione ad Axl Rose. Vituperato, irriso, denigrato, indicato come il solo colpevole della rottura con Slash e Duff; dato per finito decine di volte, il cantautore americano si è ripreso il ruolo che gli spetta nella scena rock mondiale: quello del protagonista. Prima sostituendo egregiamente Brian Johnson negli  AC/DC, poi con la tanto attesa reunion dei suoi Guns N’ Roses.
In uno dei luoghi simbolo della musica, l’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, la tappa italiana del tour che per i prossimi mesi vedrà la band californiana girare il mondo, ha mandato in estasi i 90mila spettatori presenti. Tre ore di concerto; viaggio intenso ed emozionante nella discografia di un gruppo che con le sue canzoni ha segnato la vita di intere generazioni.

It’So Easy apre lo show, che è un crescendo continuo di suoni ed emozioni. L’urlo di Axl: «You know where you are», introduce Welcome to The Jungle, che fa letteralmente scatenare il popolo di Imola. Tutti la cantano, tutti la ballano, tutti la vivono, fino in fondo. Una partecipazione totale dovuta alla consapevolezza di assistere ad un piccolo miracolo. Uno dei brani simbolo dei Guns (a cui ne seguiranno tanti altri come Live And Let Die, Civil War, Yesterday, Sweet Child of Mine, Knockin’ on Heaven’s Door, Don’t Cry) eseguito da Axl, Slash e Duff, insieme, di nuovo. In pochi speravano che potesse accadere ancora, soprattutto dopo la frase pronunciata da Axl nel 2012, in risposta ad una delle tante domande su una possibile ricomposizione della band. Un inciso da cui prende il nome il tour: Not In This Lifetime, mai in questa vita.
Brani simbolo, cover celebrative come Attitude dei Misfits (cantata da Duff) e Wish You Where Here dei Pink Floyd, l’omaggio a Chris Cornell (Blake Hole Sun), i virtuosismi di Slash (che incanta tutti eseguendo con la sua chitarra The Godfather, colonna sonora de Il Padrino di Francis Ford Coppola) accompagnano il pubblico fino a Paradise City, che chiude il concerto in un tripudio di assoli, fuochi pirotecnici e coriandoli tricolori.

Sotterrare l’ascia di guerra ha giovato sia a Slash che ad Axl. Continuare ad esibirsi separatamente avrebbe rappresentato un torto, innanzitutto verso loro stessi e poi nei confronti dei milioni di fan sparsi in ogni angolo della terra. La ritrovata sinergia tra i due, scenica e musicale, dà vita ad una melodia magica, in grado di toccare corde nascoste dell’anima, di pervadere la mente di chi la ascolta. E così, come l’inconscio freudiano si palesa nei sogni, quella parte nascosta di ciascuno degli spettatori, sconosciuta a loro stessi, si rivela ogniqualvolta l’onda emotiva di un pezzo travolge la platea, in un’overdose di suggestioni e adrenalina difficile da descrivere.

I Guns N’ Roses sono tornati; il rock è vivo e gode di ottima salute.

Superato a pieni voti l’esame sicurezza. Il primo grande evento successivo agli attentati di Manchester e agli eventi di Torino è filato via senza grossi problemi.

Clicca qui per leggere la scaletta del concerto

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Sannita di nascita, romano di adozione, pesarese per amore. Maturità classica, iscritto al terzo anno di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi "Orientale" di Napoli. Giornalista pubblicista dal 2009. Una smodata passione per la lettura, lo sport, la musica, i viaggi e la politica ed una forte inclinazione all'associazionismo. Un'attrazione fatale per tutto ciò che è comunicazione.
  • Lisa

    Concerto favoloso, ma trovo ingiusto far pagare 2 euro una bottiglia d’acqua da 0.50 quando ci sono 40 gradi e tu sei sotto il sole sul cemento per ore ed ore. Disumano non garantire acqua x tutti e di facile accesso! A fine concerto inoltre è stato parecchio difficile uscire dall’autodromo a piedi, al buio e senza alcun tipo di indicazione o percorso guidato…le uniche forze dell’ordine che ho visto se ne stavano in macchina a guardare la gente che si accalcava…per uscire!
    Vogliamo parlare poi dei token? Ho visto parecchi concerti e anche festival grossi ma di questi tempi mi sarei aspettata un’organizzazione diversa

    • Chiara

      …aggiungo la disorganizzazione delle ferrovie (treni garantiti da Imola per Bologna ogni 25 minuti). Dopo aver aspettato per ore, immobili, in stazione dei treni, abbiamo preso il primo alle 3:30.

    • lorenzo

      infatti questi token sono scandalosi – vado ai concerti di tutta europa dove da una decade puoi pagare con bancomat – e vorrei rimarcare la difficolta’ nell’approvvigionamento di un bene essenziale come l’acqua, posso capire la coda di 50 minuti per la birra che era praticamente un bene di lusso – tutto cio’ senza ombra sotto il sole 10 ore, la sicurezza che dire, non è successo nulla tranne gli svenimenti di massa

  • Valerio

    Credo che cominci a farsi sentire lo stile di vita di Axl che ha tenuto fino ad oggi, quasi 3 ore di spettacolo e solo verso la fine ha iniziato a vacillare la sua voce fino a prendere 3 stecche sul brano di knocking on heavens door.. Però si parla pur sempre dei G n’ R ed infatti si sono ripresi alla grande. Finale mozzafiato!
    N.B: Il concerto davvero unico, i problemi sono stati nel canalizzare c.a. 100000 persone sia all’uscita dell’autodromo ed in particolar modo presso la stazione di Imola davvero l’inferno solo chi ha vissuto quei momenti può capirlo. Ringrazio le autorità e le persone che mi hanno aiutato ma Maledico TRENITALIA!

    • Francesco Faccenda

      Ero sull’unico treno per Rimini (ripeto unico), dopo aver prenotato, come tutti, il biglietto con largo anticipo. Quando hanno annunciato che qualcuno avrebbe dovuto scendere perché il treno era troppo carico è stato comico. Se me lo avessero chiesto i giorni prima li avrei aiutati volentieri a contare le prenotazioni…
      Ma la colpa forse è stata anche un po’ nostra, effettivamente, che non abbiamo “collaborato”, vero Capotreno??
      Ah, e quando ci hanno chiesto di distribuirci meglio fra le carrozze…quante risate! Senza nessuno che passasse a dire dove eravamo in troppi e dove si poteva salire… Perchè quando uno è accatastato in una carrozza e non sa se le altre stanno messe peggio che fa? Ride, appunto.
      Ah, mi chiedo anche come un concerto terminato 30 minuti in anticipo rispetto al previsto possa aver fatto tardare 2 ore le partenze… Trenitalia non va molto forte nemmeno in logica.
      Ah, se poi avessero studiato la geografia! Magari non avrebbero messo il treno per Rimini sullo stesso binario di quelli per Bologna, sai com’è, andato in direzioni diverse…
      Ma forse ci hanno pensato solo dopo che i treni viaggiano sui binari e non è che basta sterzare un po’… Chi ci aveva mai fatto caso??!?

      Se non è stata l’ultima volta che ho preso un treno poco ci manca.

      • Francesco Faccenda

        Il concerto è stato bello però eh! (nessuna ironia).
        Mitici Guns! La prossima volta vi vengo a vedere in macchina!
        Almeno se anche mi fermo in coda al casello autostradale posso sempre spegnere l’aria condizionata e non congelarmi il sedere…

  • amedeo

    “Superato a pieni voti l’esame sicurezza” grazie ai partecipanti che, per lo più, volevano semplicemente godersi buona musica ed alla fortuna. La gestione dei controlli all’ingresso e dei flussi è stata imbarazzante.