Andrzej Zulawski, tra naturalezza e scandalo

Dal 14 giugno al 2 luglio una retrospettiva, tra cui l'inedito Cosmos, Pardo d’Oro a Locarno 2015

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Cosmos e una retrospettiva omaggio a Andrzej Zulawski allo Spazio Oberdan di Milano dal 14 giugno al 2 luglio

“..Zulawski è un regista che respira il cinema con accattivante naturalezza: gli è riuscito perfino il miracolo di rendere disinvolto Fabio Testi”. Così scriveva Tullio Kezich su Panorama in occasione della recensione del film L’importante è amare (’74).
Ad  Andrzej  Zulawski è dedicato l’omaggio organizzato dallo Spazio Oberdan della Fondazione Cineteca Italiana di Milano in programma dal 14 giugno al 2 luglio. Sei film tra i quali l’inedito Cosmos, Pardo d’Oro al festival di Locarno del 2015, ripercorrono la carriera del regista  scomparso nel febbraio 2016. Nato in Ucraina il 22 ottobre 1940,  figlio di uno scrittore e poeta, Zulawski inizialmente vive tra Francia, Cecoslovacchia e Polonia prima di stabilirsi a Parigi dove studia cinema, scienze politiche e filosofia per poi diventare assistente alla regia del suo maestro Andrzej Wajda. Dopo essere stato critico cinematografico e romanziere, debutta dietro la macchina presa con La terza parte della notte (’72) segnalandosi tra i registi più dotati della nuova leva legata alla tradizione romantica e barocca del cinema polacco. Due anni dopo con L’ importante è amare interpretato da Romy Schneider (premiata al festival di Taormina) suscita curiosità per lo stile e il linguaggio con cui racconta la storia di un amore difficile tra un fotografo e un’attricetta. Sulle orme dell’amico e collega Polanski, autore di Rosemary’s Baby, nell’81 gira Possession con Isabelle Adjani, una vicenda demoniaca ambientata dalle parti del Muro di Berlino accolta in maniera controversa per alcune sequenze orripilanti (l’Adjani fa l’amore con una creatura a forma di polipo gelatinoso). Nell’84 è la volta di un altro film scandalo, Femme publique, violento, erotico e delirante con la bella Valérie Kaprisky nei panni di Ethel, ventenne aspirante attrice pronta a tutto per diventarlo.  Nel ’86 arriva sugli schermi L’amore balordo liberamente tratto da L’idiota di Dostoevskij, una pellicola che sconvolge il pubblico francese per la presenza di Sophie Marceau, la ragazzina di Il tempo delle mele, trasformata in pornodiva esposta generosamente nuda davanti alla cinepresa. L’attrice sarà per diversi anni la compagna di Zulanski e mamma del loro bambino Vincent. Nel 2002 la coppia è di nuovo sul set per il quarto film La fidélité, ancora un  melodramma eccessivo e visionario.  Con Cosmos nel 2015 si chiude la carriera di uno dei registi più atipici e discussi del cinema europeo contemporaneo.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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