Francesco Guccini e le “cazzate” sparate dal Corriere della Sera

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Francesco Guccini ultimo concerto

Quello delle fake news è un fenomeno preoccupante. Ma c’è un modo ancora più subdolo usato da siti e giornali per avere qualche click o vendere qualche copia in più. La “notizia manipolata”: io ti do una notizia vera, ma con un titolo ingannevole. La cosa che fa incazzare parecchio è che succede sempre più spesso anche con media considerati “autorevoli”. Prendiamo il Corriere della Sera di oggi. C’è un richiamo in prima pagina: L’ultima di Guccini: basta stare sul palco. Poi vai a pagina 52 e il titolo è L’ultima parola. Nell’occhiello si legge: Il cantautore scenderà per sempre dal palco dopo il Carpi Summer Fest. Per capir meglio la questione bisogna leggere il sommario: “Ho già detto addio ai concerti. Basta anche con i miei racconti in pubblico. Sono stanco, non suono da tempo nemmeno a casa”.

Poi uno va a leggere l’articolo e tutto sommato è corretto: «… Francesco Guccini annuncia il secondo ritiro dalle scene. Il primo era arrivato nel 2013 con la pubblicazione di L’ultima Thule: basta concerti e basta dischi. Da allora è rimasto fedele alla promessa. Un solo tradimento per il concerto post terremoto in Emilia. Sul palco ci è tornato tante volte, ma solo per parlare, per raccontare la sua vita lasciando poi la scena ai Musici, band che lo ha accompagnato per anni. E così accadrà il 26 giugno al Carpi Summer Fest: una chiacchierata con Massimo Bernardini e poi il concerto degli amici».

Poco più avanti Guccini specifica di non temere di commuoversi: «Forse se cantassi, ma non lo farò. Ho detto da tempo basta. Adesso c’è la voce di Flaco».

L’ultimo concerto effettivo lo ha fatto all’Unipol Arena di Bologna il 3 dicembre 2011. Sempre al Corriere, racconta: «Sono stato poco bene sul palco. Le persone del mio staff pensavano fosse un infarto. Volevano portarmi al pronto soccorso e io ho dirottato tutti al ristorante. Non avevo previsto fosse l’ultimo, Però poi le preoccupazioni e anche il fatto che da tempo fosse scomparso il mio manager mi hanno fatto prendere quella decisione».

Ecco, letta così la notizia è decisamente diversa: si dice chiaro e tondo che con i concerti Guccini ha smesso già da anni. Magari sarà pure vero che questa è l’ultima volta che sale su un palco (a parlare), ma il tutto è “confezionato” in modo ingannevole.
C’era proprio bisogno di quel richiamo in prima così menzognero? E di quel titolo e quell’occhiello fuorvianti? Per completezza d’informazione, come si dice in certi casi, aggiungo che spesso chi legge se la prende con chi ha scritto l’articolo. Sbagliato. Avendo passato decenni in una redazione, ho imparato che –almeno nei giornali– i titoli non li fa quasi mai chi scrive, ma i cosiddetti “capi”. Resta il fatto che così facendo si perde sempre più la fiducia della gente. Magari si vende qualche copia in più, ma si perde in credibilità. Il che è peggio. Non è certo un caso se ormai sono sempre meno quelli che vanno in edicola per comprare un quotidiano o una rivista.

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".