Parigi può attendere. Un film de charme

Cannes-Parigi in decappottabile vintage con molte deviazioni sentimentali

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Parigi può attendere
di Eleanor Coppola
con Diane Lane, Alec Baldwin, Arnaud Viard, Cédric Monnet
Voto: Film de charme

La bella signora sugli “anta” Diane Lane, sposata a produttore di successo ma sempre indaffarato (Baldwin), mentre lascia il festival di Cannes per Parigi scopre che non può volare sull’aereo privato per via di un orecchio malmesso, e accetta un passaggio in macchina da un amico di famiglia (Viard). La macchina è fascinosa e decapottabile, la strada per Parigi è lunga, l’amico di famiglia è un delizioso seduttore per vocazione, buona forchetta, amante della stelle Michelin e bravo coi vini come un sommellier. E a ogni angolo di provincia tra la Costa Azzurra e Parigi c’è un hotel de charme dove fanno qualcosa di buono, il lusso non è mai cafone e si assaporano ancora cose che non passano di moda e che i nuovissimi ricchi probabilmente ignorano. Difficile capire se la signora Coppola (che ha ufficialmente ha alle spalle documentari sui divi di famiglia: il marito Francis alle prese con Apocalypse Now o la figlia Sofia che dirige Marie Antoinette) si sia tolta un sassolino dalla scarpa, abbia fatto un omaggio a Due sulla strada di Stanley Donen (i due erano la Hepburn e Finney, e quel cinema era quasi free come quello inglese) o si sia fatta sponsorizzare da una catena di alberghi e ristoranti. La storia è deliziosa come un menu, il sottofondo erotico è ai limiti dell’impalpabile ma c’è, il risultato è come un invito a cena inaspettato, sontuoso e intelligente.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori