La bufala dei concerti di Springsteen a Broadway

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Per i fan del Boss, la notizia è di quelle da far accapponare la pelle: Springsteen «vuole suonare in un luogo più piccolo. Vuole provare qualcosa di più intimo e gli piacerebbe esibirsi a Broadway». Questa la dichiarazione fatta da una misteriosa fonte al New York Post (quotidiano che spesso le spara grosse) sui futuri programmi del Boss, una residency di due mesi con 5 spettacoli a settimana al Walter Kerr Theatre. E non è finita qui: il Post afferma pure che questi spettacoli di Bruce potrebbero anticipare un altro progetto, un musical, sempre a Broadway, ispirato alla sua autobiografia Born to Run.

Tutto bello, molto bello. Forse troppo. Perchè la notizia è assolutamente falsa. Nonostante il web sia impazzito, postando tempo zero questa storia e dando informazioni addirittura sugli accordi stipulati tra Springsteen e gli organizzatori (con gli incassi dei biglietti a Bruce ed il ricavato dalle vendita delle bevande alla società che gestisce il teatro), fonti vicine al management di Springsteen hanno categoricamente smentito la notizia. 

Questo è il problema dell’informazione del 2017: bisogna raccontare subito la storia, prima di tutti. Senza verificare che essa sia vera o falsa, senza porsi nemmeno la domanda, perchè la prima cosa da fare è metterla online. In fondo ciò che conta non è la veridicità dell’informazione, ma che essa sia immediata, che porti commenti, like e condivisioni. E allora pazienza se i titoli sono pretestuosi o “acchiappa-like”, o se l’entourage di un artista abbia fatto chiaramente capire che si tratta di una bufala. Ne ha parlato qualche giorno fa il nostro Massimo Poggini, citando il Corriere della Sera, uno dei più importanti giornali italiani. Ed anche in questo caso sono caduti sulla buccia di banana grandi siti, italiani e non.

Se il metodo di lavoro è questo che credibilità può avere l’informazione? Come si fa a conquistare la fiducia delle persone se la base di questo mestiere è vincere una gara di velocità?

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.