Roger Waters ha copiato Isgrò? Ma Isgrò ha copiato Man Ray!

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Foto: Sean Evans

È notizia di ieri che il Tribunale di Milano ha bloccato la vendita del nuovo disco di Roger Waters, Is this the life we really want?, (qui la nostra recensione dell’album con approfondita analisi dei testi) per aver, a dire della giudice Silvia Gani, copiato delle opere di Emilio Isgrò risalenti agli anni ’60.

Copertina dell’album di Roger Waters

A nostro avviso non si tratta di plagio, ma di un semplice esempio di found poetry, movimento nato nel 2003 e che consiste nel prendere parole frasi e a volte interi passaggi da altre fonti e rimetterli insieme sotto forma di poesia, come in una sorta di collage, cambiando spazi, aggiungendo o cancellando testo, arrivando a dare un nuovo significato.

Emilio Isgrò – Cancellatura (1964)

Ma, qualora la giudice volesse avvalorare la tesi dei due avvocati civilisti Salvatore Trifirò e Francesco Autelitano, bisogna comunque riconoscere che nonostante gli sia stata attribuita erroneamente da molti critici l’invenzione della tecnica della cancellatura, Emilio Isgrò non ne è affatto il padre.
Ben 40 anni prima di lui Man Ray, uno dei padri del Dadaismo, aveva pubblicato Poema ottico, opera che consiste in versi cancellati. Ma mentre Ray aveva ammesso di essersi ispirato al Canto notturno del pesce del poeta tedesco Christian Morgenstein, anno 1905, Isgrò non ha citato la sua fonte d’ispirazione e da lì in poi ha cominciato a cancellare di tutto: romanzi, poesie, voci enciclopediche, carte geografiche, illustrazioni di libri, riproduzioni di opere d’arte, e così via.

Man Ray – Poema ottico (1924)

Come scriveva già molti anni fa Sebastiano Grasso sulle colonne del Corriere della Sera, “Il giochino si ripete all’infinito, e non è certo privo di attrattiva. Si dirà: è l’idea che conta in casi simili. Certo, solo che qui l’idea l’ha avuta un altro.”
“Da uomo colto, Isgrò sa che non può cancellare le date, come quella posta in calce ad un testo cancellato spietatamente, disperatamente, da Man Ray a Parigi, maggio 1924”, scriveva Alberico Sala sempre sul Corriere nel febbraio 1990.

Christian Morgenstein – Canto notturno del pesce (1905)

D’altronde Picasso diceva: i mediocri imitano, i geni copiano.
Quindi chi copia e chi imita?
E, alla fine della storia, chi sarebbe il genio?

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): “Senza musica la vita sarebbe un errore”.

  • Mario Necchi

    sottile differenza: ray cancellava tutto il testo, dalle opere di isgrò affiorano parole. dai, cerchiamo di andare più in profondità quando si parla di arte: non è un problema di trovata più o meno ingegnosa, ma di poetica: e quella di ray differisce radicalmente da quella di isgrò.