Festival di Villa Arconati. Da Marco Paolini a Roy Paci, da Finardi ai Goblin

A Villa Arconati sei appuntamenti dall’11 luglio. Inizia Marco Paolini, poi Eugenio Finardi, Claudio Simonetti, Remo Anzovino, Roy Paci e altri

209
0
Villa Arconati
Conferenza stampa milanese per annunciare il programma della prossima rassegna del prestigioso festival di Villa Arconati, ormai arrivato alla 29esima edizione.
Si inizia martedì 11 luglio con il nuovo spettacolo di Marco Paolini dal titolo U definito dallo stesso autore «un’odissea tascabile ridotta ad un oratorio diviso in movimenti, rapsodie ballate e frottole». Uno spettacolo già in circolo da tempo e che si avvale di una consistente parte musicale affidata al cantante e chitarrista Lorenzo Monguzzi, già nei Mercanti di Liquore. «Per ridare dignità a un milione di odissee serve immaginare il coraggio, la bellezza e l’astuzia e non solo l’orrore – continua Paolini – serve stupore e non solo pietà, serve ironia dentro la tragedia. Un’odissea molto attuale in questi tempi migranti».
Villa Arconati
Per rimanere in movimento, il giorno dopo saranno sul palco i Tinariwen provenienti da Tessalit, nord est del Mali: mischiano elementi rock blues e world music con la tradizione dei Tuareg. Giovedì 13 invece tocca a Claudio Simonetti’s Goblin, un appuntamento che piacerà a tutti gli appassionati di Prog e di colonne sonore dove i Goblin l’hanno fatta da padrone nei film di Dario Argento, da Profondo rosso in poi.
Venerdì 14 giugno torna dopo oltre vent’anni a Villa Arconati Eugenio Finardi, stavolta con i 40 anni di Musica ribelle. Diesel edition. Facile credere che l’artista milanese porterà sul palco anche qualche ospite oltre alla sua abituale formazione. Così aveva fatto nella prima di questo spettacolo andata in scena al Teatro Dal Verme.
Qualche giorno di pausa e poi tutti invitati a cantare in coro, perché la serata avrà come tema le canzoni di Lucio Battisti. A presentarle, in versioni inedite e jazzate, sarà una formazione che comprende Peppe Servillo alla voce, Javier Girotto al sax, Fabrizio Bosso alla tromba, Furio Di Castri al contrabbasso, Rita Marcotulli al pianoforte e Ruben Bellavia alla batteria. Oltre alle canzoni scritte con Mogol sono attese anche quelle dell’ultimo contrastato periodo con i versi ermetici di Pasquale Panella.
Infine, venerdì 21 luglio, Remo Anzovino & Roy Paci regaleranno un tributo a Muhammad Ali, una colonna sonora di un documentario d’autore.  Prezzi delle serate che variano da 22 a 30 euro per una rassegna che quest’anno ha fatto registrare un cambio di organizzazione, infatti il Comune di Bollate torna a gestire la manifestazione con la Fondazione Augusto Rancilio, proprietaria del luogo, e non più con l’Associazione Parco delle Groane. Un preludio a futuri sviluppi, pensando al trentennale del prossimo anno.
CONDIVIDI

Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).