Aspettando il re. Nel deserto del presente

È possibile che l'occasione di una vita americana sia nel deserto saudita?

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Aspettando il re
di Tom Tykwer
con Tom Hanks, Sarita Choudhury, Tom Skerritt, Tracey Fairaway, Jay Abdo, Jane Perry
Voto 7

L’America (vogliamo dire l’Occidente?) sente di aver perso il suo posto nel mondo, di aver concesso troppo alla Cina e deve confrontarsi con il medio Oriente da posizioni di inferiorità. Tutto in un film solo? Mettiamola così: Tom Hanks è un manager che ha perso il rispetto di sè, ha problemi di famiglia, si pente di aver ceduto una fabbrica di biciclette ai cinesi e ora è in Arabia Saudita a tentare l’ultimo colpo, vendere un sistema olografico di comunicazione. Purtroppo il re, a cui spetta l’ultima parola, non lo riceve mai. Il nostro manager in perenne attesa, come un personaggio kafkiano, non capisce il nuovo mondo fatto di sabbia e soldi, si sperde tra deserti e alberghi desertici, si confronta con morale, religione, usi e costumi diversi a colpi di piccole gaffes anche pericolose, ha poca fiducia nella sua vita sessuale e un brutto bitorzolo sulla schiena che potrebbe essere un linfoma che forse gli succhia energia. E per farlo curare conosce un’affascinante dottoressa velata. Nel frattempo è alle prese con l’ansia che sale inesorabile e si manifesta in ripensamenti, attacchi di panico, strani ritorni di desiderio. Forse si sta innamorando mentre si barcamena tra immagini virtuali, wi-fi troppo deboli e cacce al lupo notturne (a proposito: perché non spara quando lo vede, il lupo? Chi è il lupo?). Tom Hanks ha scelto di nuovo Tom Tykwer (il regista del controverso e mastodontico Cloud Atlas) per il suo secondo film da un libro di Dave Eggers dopo Il cerchio. Aspettando il re viene da Ologramma per il re, è stato riscritto per il cinema da Tykwer ed è ovviamente semplificato rispetto all’originale, ma ha un che di surreale che affascina.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori