Tiziano Ferro: cuore e coraggio per l’ultima di San Siro

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Tiziano Ferro live a San Siro
Tiziano Ferro in concerto allo Stadio San Siro di Milano sabato 17 giugno 2017 - © Foto: Riccardo Medana

«Se questo è l’inizio. Sarà una serata stupenda», parola di Tiziano Ferro, che ieri sera ha portato in scena allo Stadio San siro l’ultima delle tre tappe milanesi de Il Mestiere della Vita Tour  (qui un’ampia fotogallery dedicata). È andata come ci si aspettava, è andata proprio come ha dichiarato Ferro. Che ormai negli stadi ci debba entrare di diritto si era capito già dal precedente tour, che oggi la sua maturità artistica sia completa e di livello elevato l’ha dimostrato ieri sera.

Dopo un’introduzione parlata – non mancano mai i discorsi che racchiudono temi quali: amore, vita, prossimo, coraggio, cambiamento – il concerto si apre sulle note de Il mestiere della vita. A Ferro bastano tre canzoni per mettere in chiaro come andrà la serata: è in perfetta forma e la sua voce potente e precisa la dice lunga su quello che regalerà al pubblico di lì a poco. Lo conferma il corso del concerto, durante il quale Tiziano Ferro dà il meglio di sé, evidenziando ogni sfumatura vocale, dalle tonalità più basse a quelle più acute, con orpelli e vocalizzi perfetti, che trasformano ogni canzone. R’n’B, Electro Dance, sfumature Hip-Hop, Ferro si diverte e ci fa quello che vuole, trasportando gli spettatori su e giù dalla montagna russa che prende vita nel suo petto.

«La terza notte! Per me sono state magnifiche. Esserci era importante per voi, non solo per me. La storia non la fanno le guerre e gli attentati, la storia la fanno anche le persone buone e noi qui stiamo facendo la storia» è un concetto che tiene a sottolineare Ferro, prima di continuare presentando alcuni brani tratti dal nuovo disco (Il mestiere della vita / Epic / Solo è solo una parola / Valore assoluto / My steelo). Un piccolo ritorno alle origini con sonorità e toni che richiamano i primi lavori, ne sono un esempio Solo (Io sono un cazzo di soldato senza una guerra / Ed esito, barcollo ma non mi ci vedi a terra) o My Steelo.

Giusto il tempo di qualche nuova traccia per poi tuffarsi nel passato con le canzoni che hanno fatto compagnia a chi è nato a metà anni ’90, ma che non passano mai di moda. Ferro si diverte e le reinventa, il pubblico canta all’unisono Ero Contentissimo, Sere Nere e Xdono. I toni si smorzano, giochi di laser sulla platea e sul palco intrattengono il pubblico, colori e forme compaiono nello spazio, un cerchio si disegna a fondo palco e Tiziano Ferro ricompare, impeccabile, in giacca e camicia.

L’idea di palco è efficace: le passerelle speculari caratterizzano le grafiche e accentuano le atmosfere, la passerella mobile posizionata in alto sale e scende a modificare lo spazio, creando una sorta di tridimensionalità. Ad enfatizzare la tridimensionalità ci pensano poi i due maxischermi laterali, che formano il fondo palco. San Siro si scatena sul medley Electro Dance, alle prime note di Raffaella è Mia il pubblico è incontenibile, la platea diventa discoteca.

«Poco prima di salire sul placo una bambina di nome Vittoria mi ha dato questo disegno e voglio mostrarvelo. Questo sono io e questo è lo zoo. Non so se sia un invito a cambiare mestiere, ma lo trovo stupendo», ride di gusto Tiziano Ferro che sul finire della serata non si contiene più: soddisfatto, emozionato ma soprattutto estasiato dalla bellezza delle cose semplici. «Ho voluto mostrarvelo per farla sentire importante e per farvi capire bene cosa ha fatto Milano per me in queste tre sere», parole vere che arrivano dal cuore, lo racconta il sorriso fiero di Ferro che non può essere finto. Ringrazia soprattutto chi ha lavorato per la sicurezza e attacca Per Dirti Ciao, ma poi tanta è la soddisfazione e la gratitudine che si perde: «non ce la faccio» ride, corre, salta, potesse abbraccerebbe il pubblico ad uno ad uno.

Conclude il concerto cantando il Nesli migliore, dando sfogo alla sua vena rappusa e presentando gli ultimi successi da Lento/Veloce a Il Conforto per terminare con Potremmo Ritornare, ritagliandosi uno spazio per un ultimo pensiero: «Questa sera qui ci sono anche quelli che hanno accompagnato controvoglia qualcuno. Io vi rispetto, perché l’avete fatto sentire importante».

SCALETTA TIZIANO FERRO SAN SIRO
1.Il mestiere della vita
2.Epic
3.Solo è solo una parola
4.L’amore è una cosa semplice
5.Valore assoluto
6.Il regalo più grande
7.My steelo/ Hai delle isole negli occhi/ Indietro
8.La differenza tra me e te
9.Ed ero contentissimo
10.Sere nere
11.Xdono
12.Il sole esiste per tutti/ Senza scappare mai più
13.E Raffaella è mia
14.Ti scatterò una foto
15.Imbranato/ Troppo buono/ E fuori è buio
16.Per dirti ciao
17.La fine
18.Lento/Veloce
19.Rosso relativo
20.Stop dimentica
21.Xverso
22.Alla mia età
23.L’ultima notte al mondo
24.Mi sono innamorato di te
25.Incanto
26.Lo stadio
27.Il conforto
28.Non me lo so spiegare
29.Potremmo ritornare

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Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.