Vito Lo Re: «Un racconto in cui la musica è il linguaggio per raccontare»

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Quante volte ci siamo soffermati sulla bellezza di una canzone che fa da sfondo alla scena cruciale di un film? A volte ci si dimentica di quanto sia importante la colonna sonora di un film o di una serie televisiva, che rende ancora più emozionante ciò che stiamo guardando. Ne abbiamo parlato con un bravissimo compositore e direttore d’orchestra, Vito Lo Re, autore di commedie musicali, musical, musiche per cortometraggi e documentari, film e trasmissioni televisive nonché orchestratore e arrangiatore, attività questa che lo ha fatto spaziare attraverso i generi musicali più eterogenei. Infatti all’attività di direttore d’orchestra in ambito sinfonico e operistico, affianca da sempre importanti collaborazioni in ambito pop e rock. Come direttore d’orchestra o arrangiatore ha lavorato con alcuni degli artisti più conosciuti, italiani ed internazionali, come Arisa, Edoardo Bennato, Mario Biondi, Max Gazzè, Bobby Kimball (Toto), John Mahon e Nigel Olsson, (Elton John Band), Massimo Ranieri, Rhapsody of Fire, Toquinho, Gilberto Gil, Davide Van de Sfroos e Amii Stewart. Ha pubblicato da poco il suo nuovo lavoro, 35 mm, che Vito ha descritto come «Questo disco è il frutto della mia lotta tra il vecchio e il nuovo, tra il passato e il futuro».

Quando componi colonne sonore, da cosa nasce l’ispirazione giusta per dare vita a dei sentimenti in musica?
In qualunque genere di musica ogni compositore ha un proprio personale processo creativo. A volte cerchi faticosamente un’idea convincente sulla quale poi poter costruire l’impalcatura del lavoro che stai facendo. Io ho, per mia fortuna, una certa facilità di scrittura che mi fa avere quasi subito l’idea da cui partire. Realizzarla in modo che sia convincente è un’altra storia, però.

Le immagini, ma anche i volti dei personaggi, credo siamo essenziali per capire il lavoro da svolgere. Tu come inizi  a comporre?
Come detto, c’è uno o più temi di base da cui si parte. Poi bisogna adattarli con pazienza certosina alla immagini e ai dialoghi. È un po’ un taglia e cuci simile al lavoro di un sarto.

C’è un film per il quale avresti voluto comporre la colonna sonora?
Fondamentalmente no. Quelli riusciti hanno già una colonna sonora perfetta.

 35 mm, il tuo nuovo album , contiene 23 brani che potremmo definire la descrizione di 23 immagini in musica. Potrebbero essere adatte per la colonna sonora di un film magari non ancora realizzato ?
È possibile, ovviamente. È quella che in gergo si chiama “sincronizzazione”, ovvero si prende una musica già scritta e la si adatta a un’immagine. Tuttavia la genesi da cui è nato questo progetto è diversa. In 35 mm ho tradotto in musica delle mie sensazione e dei miei momenti di vita; è per questo che lo definisco un disco autobiografico. Ogni brano è legato a un episodio della mia vita. È per questo che il disco è essenzialmente un racconto in cui la musica cinematografica è semplicemente il linguaggio che ho voluto utilizzare per raccontare.

Sei un bravissimo direttore d’orchestra.  Cosa ami di più del tuo lavoro ?
Potrei dire gli applausi alla fine, se e quando li hai meritati. Ma in realtà la parte più soddisfacente del lavoro è quando riesci a creare una vera sinergia con l’orchestra che diventa, inglobando anche te, un unico organismo vivente ma formato da decine di persone.

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Nata in Calabria, classe ’86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.