21 giugno 1985. Il primo concerto di Bruce Springsteen a San Siro

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Sono trascorsi 32 anni dal 21 giugno 1985, ma sembra che ne siano passati almeno 100. L’Italia era diversa, l’Europa era diversa, il mondo era diverso. Lo stadio di San Siro non aveva ancora il famigerato terzo anello, ma riuscì lo stesso ad ospitare 65.000 persone per quello che fu il primo concerto di Bruce Springsteen nel “suo” stadio.

I biglietti furono messi in vendita il 23 maggio, meno di un mese prima dell’evento, che, se vista ai giorni nostri, è una cosa assolutamente impensabile. Il prezzo era di 20.000 lire, l’equivalente di circa due vinili dell’epoca, ed erano acquistabili anche tramite vaglia postale. Fa sorridere pensare che al pubblico fu chiesto di venire con “scarpe da tennis” per non rovinare il manto erboso, che per l’occasione fu coperto semplicemente da una rete.
Nel 1985 non c’era internet, non c’erano i telefonini, ma soprattutto non c’era questo maniacale bisogno di sapere tutto di ogni cosa, in quel periodo al pubblico non importava sapere che Nils Lofgren era stato ingaggiato solo quattro settimane prima dell’inizio del tour, o che la corista, all’anagrafe Patti Scialfa, nonchè futura signora Springsteen, aveva avuto quattro giorni per imparare il repertorio. Bastava essere lì, e vedere questo ragazzo dal cognome impronunciabile che veniva dall’America.

Era un mondo diverso, ma era anche un Bruce diverso. Non c’erano ancora i cartelli con le richieste dal pubblico e la scaletta era pressochè identica in tutto il tour. Qualcosa però quella sera scattò, il sangue italiano del Boss iniziò a pulsare ed immediatamente si creò un legame profondo, indelebile, tra lui e la sua seconda madrepatria (come ama definire l’Italia). Gino Castaldo su Repubblica scriverà che «bastano poche battute iniziali, quelle inconfondibili di Born in Usa, per capire che tra i dischi e le esibizioni dal vivo di Bruce Springsteen corre un abisso. Su disco è un grande rocker, ma anche monocorde e ripetitivo, dal vivo è un vulcano di energia rock capace di galvanizzare per quattro ore uno stadio gremito di giovani. Bruce Springsteen è la purezza dell’ America primitiva, nomade, avventurosa, è un Walt Whitman dei nostri giorni che canta verità elementari ma che trafiggono la sensibilità collettiva».

Anche Bruce, nella sua autobiografia, ha parlato di quel concerto: «Per il nostro debutto in Italia, la mia seconda madrepatria, ci esibimmo a San Siro, a Milano. […] Di fronte a quella sconcertante isteria del pubblico, mi resi conto che in Italia quella era la norma: donne che mandavano baci e scoppiavano in lacrime, uomini che scoppiavano in lacrime e mandavano baci, tutti che ci giuravano amore eterno battendosi il cuore con il pugno.
Alcuni persero i sensi. E non avevamo ancora cominciato!
Quando attaccammo Born in the USA, la fine del mondo sembrava vicina: lo stadio vibrava e oscillava, noi suonavamo come se ne andasse della nostra vita. Madonna!».

La scaletta del concerto:
1. Born in the U.S.A.
2. Badlands
3. Out in the street
4. Johnny 99
5. Atlantic City
6. The river
7. Working on the highway
8. Trapped
9. Prove it all Night
10. Glory days
11. The promised land
12. My hometown
13. Thunder road
14. Cover me
15. Dancing in the dark
16. Hungry heart
17. Cadillac ranch
18. Downbound train
19. I’m on fire
20. Because the night
21. Backstreets
22. Rosalita (Come out tonight)
23. Can’t help falling in love
24. Born to run
25. Bobby Jean
26. Ramrod
27. Twist and shout/Do you love me?
28. Rockin’ all over the world

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.