Io danzerò. Mi costasse la pelle

La storia di Loie Fuller e della danza Serpentine, quasi un effetto speciale

40
0

Io danzerò
di Stéphanie Di Giusto
con Soko, Gaspard Ulliel, Melanie Thierry, Lily-Rose Depp, François Damiens
Voto 7-

Strano film, su una giovane donna, Loie Fuller (Soko) che in maniera oscura sentiva di doversi imporre su un palcoscenico, e calcò i palcoscenici sbagliati (passando per la prima ondata del porno legato ai dagherrotipi), fuggì da una buia e terribile New York fine ‘800, tutta ossessione del peccato e vizio, e raggiunse il successo nella folle Parigi primo ‘900 distruggendo i suoi legamenti e i suoi tendini, ma cambiando il rapporto del pubblico (sofisticato) con la danza: aveva inventato quasi per pura intuizione una forma di movimento, la danza Serpentine, che esigeva -oltre che una mente aperta per l’epoca- un estenuante uso di bastoni da far ruotare  a braccia tese per descrivere nel buio scie di veli illuminati da riflettori colorati. A quei tempi qualcosa di davvero nuovo e travolgente (parente delle sostanze lisergiche e antesignano degli effetti speciali) che stregò Mallarmé e Lautrec e ispirò anche la scultura di Rodin. Il film è incentrato sulle forme dell’ossessione artigiana e suicida che porta ai limiti della follia, ma nel frattempo ci racconta con strani particolari società che di solito il cinema illustra con luoghi comuni, e strada facendo immette nella vicenda anche l’incontro/scontro con Isadora Duncan, ancora più libera e spietata, che sta andando oltre quei veli e quei colori per inventare la danza moderna. Dal romanzo La danseuse, sempre di Stéphanie Di Giusto.

CONDIVIDI
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori