Tre anni. E tre edizioni. All’organizzazione e alla direzione artistica del festival Terrafoma è bastato questo per farne la manifestazione più importante nel panorama italiano (ma ormai ha acquisito anche una posizione prestigiosa in ambito europeo) dedicata alla musica di sperimentazione elettronica, con il determinante corollario dell’attenzione programmatica alla sostenibilità ambientale.
Nei prossimi 23, 24 e 25 giugno, sarà di scena la quarta edizione, ancor più ricca e articolata delle precedenti, nell’incantevole scenario di Villa Arconati a Bollate, vicino a Milano, con la possibilità di un camping attrezzato e di una permanenza all’interno dei rutilanti giardino e bosco della magnifica dimora settecentesca, da pochi anni restaurata (sempre meno parzialmente e con un progressivo recupero delle aree verdi).

Laraaji @ Liam Ricketts

Dopo le due anteprime del 17 (con l’errebì electro Palmistry, l’inglese Benjamin Keating, e il dj set di Matteo Pit dei Primitive Art) e del 21 (con il grande produttore Craig Leon e il quartetto d’archi Le Cameriste Ambrosiane nella preghiera Nommos, che prende spunto dalle credenze dei misteriosi dogon del Mali), protagonisti della tre giorni saranno Andrew Weatherall, il formidabile produttore e solista inglese, la pianista e compositrice statunitense Suzanne Ciani, pioniera del sintetizzatore e grande newager, l’electro-techno Arpanet di Gerald Donald, il maestro di musica ambient Laraaji, che guiderà un workshop di meditazione yoga.
Poi ancora il co-fondatore dell’etichetta tedesca Kompakt, Wolfgang Voigt, con il suo progetto GAS, tra minimalismo e romanticismo, il pioniere del dubstep inglese Mala, aka Digital Mystikz, Francesco De Bellis in arte L.U.C.A., che si muove tra colonne sonore e library, la musicista e artista visuale newyorchese Aurora Halal con la sua techno sognante e futuristica, il trombonista e manipolatore del suono berlinese Rashad Becker, con suoni liquidi e dissonanti.

Kiki Hitomi

E infine, elenchiamo solo Donato Dozzy, il sognante Rawmance, la vulcanica Paquita Gordon con la turca Ece Duzgit, il duo elettronico tedesco Dreesvn, la techno di Objekt, la cantante Kiki Hitomi tra reggae e pop giapponese dei fifties, Ron Morelli, il visionario duo KAFR con influssi libanesi e indonesiani, la violoncellista canadese Julia Kent, il combo scandinavo Stine Janvin, John Swing con il cantante David Soleil-Mon e i Tropic Disco Sound System.
Un’offerta incredibile nella sua varietà e ricchezza di stimoli, capace di offrire un ventaglio molto ampio del clima artistico contemporaneo meno corrivo alla piacevolezza e insieme capace di essere il trampolino propositivo di ciò che domani diverrà il sound di dominio diffuso. Il tutto con un’attenzione totale non solo alla conservazione del parco della Villa – con un allestimento green delle aree di permanenza dei partecipanti, compresi molti steward addestrati anche alla convinzione, l’illuminazione interamente da energia solare e l’obiettivo di riciclare almeno il 60% dei rifiuti prodotti durante la tre giorni – ma anche alle tematiche naturalistiche in genere, grazie a iniziative e laboratori, alcuni dei quali dedicati a studenti e bambini, incontri con gli artisti e installazioni nel verde.

Andrew Weatherall

Un’esperienza che ci mette di fronte a forme sonore mai esatte, sempre suggestive e sottilmente in movimento, da non perdere assolutamente. Prezzo d’ingresso alla porta: pass incluso campeggio di tre giorni a 110 euro; pass incluso campeggio di due giorni a 75 euro; biglietti giornalieri a 29 euro venerdì, 35 euro sabato, 25 euro domenica. Info dettagliate sul sito ufficiale.

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Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente… Con quella punta di modestia, che non guasta mai.