Quel magico concerto al Vigorelli dei Beatles: il ricordo di chi c’era

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Beatles concerto al Vigorelli
Foto di Rolando Giambelli

24 giugno 1965: i Beatles si esibiscono al Vigorelli, primo concerto di un breve tour che avrebbe toccato anche Genova e Roma. Due show al giorno, uno pomeridiano, uno serale: erano decisamente altri tempi! Ecco il racconto di Rolando Giambelli, uno che c’era e che da allora si è innamorato follemente dei Fab 4. Infatti qualche tempo dopo avrebbe fondato i Beatlesiani d’Italia, associazione che promuove molte iniziative per ricordare i Baronetti e la loro magica epoca.

di Rolando Giambelli

Questa è la storia di un concerto che mi ha cambiato la vita: avevo 13 anni, andai a vedere lo spettacolo pomeridiano dei Beatles al Vigorelli di Milano, e da quel giorno un “demone” si impossessò di me e non mi ha più lasciato stare.

L’attesa era febbrile. I Fab Four arrivarono il 23, in piena notte, a bordo del Trans Europ Express proveniente da Lione, dove avevano suonato la sera prima. Per motivi di sicurezza il treno fu “dirottato” verso un binario diverso da quello previsto. Pertanto ad attenderli, oltre a un imponente schieramento di poliziotti, in realtà c’erano solo poche persone: gli altri erano rimasti alla pensilina 16. Il più stupito di tutti fu Paul McCartney che, abituato a ritrovarsi di fronte a folle oceaniche, pare abbia mormorato «Just a few people?» («Così poca gente?». Ma fuori dalla stazione i fan erano una moltitudine, e si accalcarono attorno alle quattro Alfa Romeo 2600 “spider” noleggiate per loro.

Accolti da un giovane Gianni Minà, già loro amico, a causa della grande confusione si ritrovarono pigiati tutti sulla stessa auto e dopo una pazza gimkana notturna per le vie di Milano (Piazza Repubblica, Via Vittor Pisani, Porta Venezia, Via Manzoni), suonando i clacson all’impazzata, passando con i semafori rossi e rischiando contravvenzioni salatissime da parte di vigili in realtà molto tolleranti con loro quella sera, arrivarono all’Hotel Duomo in via San Raffaele, dove restarono rintanati per due giorni mangiando spaghetti e bevendo Coca Cola. Con loro c’era Miss Wendy Hanson, assistente e interprete del loro manager Brian Epstein, i road manager Mal Evans e Alf Bicknell, e il contabile Neil Aspinall.

Il 24 giugno, verso mezzogiorno, tengono una concitata conferenza stampa con giornalisti, operatori Tv, fotografi e uno stuolo di ragazzine piuttosto carine giunte fin lì non si sa come. Segue una memorabile “session” fotografica sul tetto dell’albergo, con le guglie del Duomo sullo sfondo. Proprio una di quelle foto scattate da Farabola servirà per illustrare la busta del 45 giri con She’s a woman e Long tall Sally, disco che oggi è un’autentica rarità.

Fa molto caldo (sui 37°) e c’è un bel sole verso le 16 del 24 giugno 1965! Andai a Milano in autostop con un amico e con in tasca un biglietto di gradinata. Il Velodromo Vigorelli è presidiato da un imponente servizio d’ordine (tra carabinieri, poliziotti e pompieri quasi 1.500 unità), forse un po’ eccessivo rispetto al pubblico che in verità quel pomeriggio non è così numeroso: circa 7.000 persone (al concerto ce ne saranno circa 19.000). Le ragazzine già urlano, ma prima dei Beatles l’organizzatore del tour, il mitico Leo Wachter, aveva previsto la partecipazione di diversi artisti italiani. A condurre lo spettacolo doveva essere Walter Chiari, ma poi l’incarico è stato dato a Lucio Flauto e Rossella Como: lui spiritoso e loquace, lei con un abito in stile western e bianchi stivaletti “alla Beatles”. Sul palco si avvicendano Peppino di Capri e i suoi Rockers, Fausto Leali con i Novelty, i “Giovani Giovani”, Guidone che accompagna la cantante Angela e Maurizio Arcieri con i New Dada.

Beatles al Vigorelli

Applausi per tutti, ma la gente è lì per “loro”. E quando salgono sul palco l’entusiasmo vola alle stelle. John Lennon abbracciando l’inseparabile chitarra Rickenbacker ed ha il caratteristico cappellino blu, alla marinara. Paul, sorridente e affabile, saluta il pubblico con una serie di “ciao!” e in un italiano stentato presenta il gruppo e tutti i brani del repertorio. Ringo si agita dietro la sua celebre Ludwig, dando l’impressione di cadere da un momento all’altro. George con la sua bella chitarra Gretsh duetta con Paul o con John, scatenando l’entusiasmo delle ragazzine che piangono di gioia. Urlano tutti così forte che non si capisce nemmeno cosa stanno cantando.

Finito il concerto, tornano velocemente in albergo a bordo di un un furgoncino. Vano è il tentativo di rincorrerli per avere un autografo. Alle 21 replicano. Poi, dopo una cena in hotel sempre a base di spaghetti (doppia porzione) e Coca Cola, verso le due di notte escono a fare due passi in Piazza Duomo ed entrano al Charlie Max di Piazza Diaz: un locale notturno allora molto in voga dove suonano Le Ombre di Augusto Righetti. I Beatles sono entusiasti e si fermano fino alle cinque del mattino: davanti al locale c’erano ancora fan in attesa di vederli da vicino… Poche ore di sonno, poi a bordo delle quattro Alfa Romeo imboccano l’autostrada per Genova.

Beatles concerto al Vigorelli

Per la cronaca, i concerti del Vigorelli fruttarono circa 58 milioni lordi di lire. Una bella cifra per l’epoca. Leo Wachter decise di devolvere 750.000 lire in beneficenza, cifra ripartita tra la Colonia Giuseppina Saragat, l’Opera di Don Gnocchi e i figli dei carcerati. In totale l’unica tournée dei Beatles in Italia (dopo Milano, avrebbero suonato a Genova e Roma) fruttò 119 milioni circa e i Beatles guadagnarono sui 56 milioni di lire al lordo della percentuale spettante a Brian Epstein.

Ecco la scaletta del concerto al Vigorelli di Milano:
Twist and shout
Baby’s in black
I wanna be your man
She’s a woman
I’m a loser
A hard day’s night
I feel fine
Can’t buy me love
Rock and roll music
Ticket to ride
Everybody’s trying to be my baby
Long tall Sally
(al concerto serale aggiungeranno “Roll over Beethoven” di Chuck Berry)

Beatles concerto al Vigorelli

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