Il Codacons annuncia un esposto sulla gestione degli I-Days di Monza

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Codacons I-Days
Foto di Elena Di Vincenzo

Il Codacons (coordinamento delle associazioni dei consumatori) annuncia la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Monza per «accertare eventuali comportamenti penalmente rilevanti che dovessero emergere» dalla gestione degli I-Days 2017, il festival che si è svolto dal 15 al 18 giugno sull’area della Gerascia all’interno del Parco di Monza e che ha avuto un enorme successo di pubblico (207.291 spettatori paganti nei 4 giorni) ed ha regalato esibizioni davvero spettacolari di Green Day, Radiohead, Linkin Park, Blink 182, Sum 41, Justin Bieber, Martin Garrix e molti altri.

Codacons I-Days
Foto di Elena Di Vincenzo

Però che qualcosa nella macchina organizzativa non abbia funzionato è stato chiaro fin da subito a molti. Tanto che un gran numero di persone ha espresso il proprio disappunto sui social.
L’esposto del Codacons prende spunto in particolare da una pagina Facebook da titolo inequivocabile: Indignati Festival Parco di Monza, dove un gran numero di persone ha postato lamentele e testimonianze che sono veri e propri atti di accusa.
«Un momento di felicità e di spensieratezza che si è trasformato in un incubo per tantissime persone», sostiene il Codacons. Che poi aggiunge:
«Non si può giocare con la sicurezza delle persone mettendone a rischio la salute. Ed è per questo che chiediamo alla Procura della Repubblica di controllare, valutare e accertare se ci sono stati comportamenti che dal punto di vista penale possano essere di rilievo».
Materiale su cui lavorare pare proprio non manchi: le lamentele non riguardano soltanto le lunghe file ai varchi di accesso (in particolare dall’ingresso Mirabello, dove le code sono durate anche tre ore) e i parcheggi, costosi e lontani (con distanze maggiori rispetto a quelle dichiarate dargli organizzatori), ma soprattutto l’aspetto del consumo, con gli ormai famosi e famigerati (almeno per come sono stati utilizzati) token: la spesa minima come noto era di 15 euro e non si aveva diritto ad alcun rimborso nel caso di utilizzo parziale. Come beffa ulteriore, in particolare durante la giornata di sabato (quella con Linkin Park e Blink 182, che ha fatto registrare il maggior afflusso di spettatori: circa 80.000), già a metà concerto l’acqua era praticamente introvabile. Il che, considerata la temperatura eccezionale di quel giorno, ha causato non soltanto malumori ma anche alcuni malori.
Ma c’è un tema che sta ancora più a cuore a tanta gente: la sicurezza. Molti denunciano che i controlli sono stati piuttosto blandi e gestiti da persone poco preparate. Tutto questo ha suscitato l’interesse del Codacons, che ha deciso di intervenire dando il proprio supporto agli “indignati”.
P.S. Chiudo con una curiosità che riguarda il “capitolo-token”, di cui ci siamo già occupati, ma che non smette di riservare sorprese. Grazie a una foto pubblicata dal giornalista Paolo Vites sul suo profilo Facebook, scopro che a Firenze Rocks pagando mezzo token (un euro e mezzo, non proprio “regalato”) si aveva la possibilità di usare un bagno chimico senza le code (e presumo gli odori) che caratterizzano quelli gratuiti. Non aggiungo commenti, rischierei di dire qualcosa di volgare…

Codacons I-Days

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: “Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi”.