Parliamo delle mie donne. E di me. Cioè Lelouch…

Ah, l'amore... Ma quale obiettivo ha, per un fotografo?

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Parliamo delle mie donne
di Claude Lelouch
con Johnny Hallyday, Sandrine Bonnaire, Eddy Mitchell, Irène Jacob, Pauline Lefèvre
Voto: malinconico?

Il grandissimo fotografo Johnny Hallyday mentre compra uno chalet sulle Alpi intreccia con la venditrice Sandrine Bonnaire una liaison e molla l’ultima moglie. Il suo cruccio è, alla fine di una vita intensissima, segnata da innumerevoli donne e altrettante macchine fotografiche, non vedere mai le figlie (Primavera, Estate, Autunno e Inverno: tutte di madri diverse) che hanno con lui un rapporto che la più grande ha sintetizzato nel libro Bastardo, ti amiamo (Salaud, on t’aime è il titolo originale che ha sostituito l’originario L’instinct de famille) E dover spiegare che c’è una quinta sorella fatta a Cuba durante un reportage (ovviamente le migliori foto mai fatte a Castro). La spiegazione avverrà durante un raduno a sorpresa delle ragazze chiamate dal medico di famiglia con una rivelazione: il grande fotografo sarebbe moribondo. Lo è? In un film di Lelouch tutto può succedere, anche che il sentimentalismo si mescoli coi bilanci filosofici e, a sorpresa, con svolte radicali. Il film è del biennio 2012-2014, è girato con attori feticcio del regista, a casa del regista con i collaboratori del regista. Si fatica a pensare che non sia un bilancio autobiografico.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori