Le Ardenne. L’inferno è in Belgio

Melodramma criminale belga con amore, morte e struzzi

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Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore
di Robin Pront
con Kevin Janssens, Jeroen Perceval, Veerle Baetens, Jan Bijvoet, Viviane de Munck
Voto 6

I belgi fantastici a volte sono prolissi, i belgi realistici spesso sono insostenibili. I belgi iperrealisti sono non si sa bene cosa siano, ma di certo sono estremi. In questo film ci sono due fratelli: uno è finito in galera per rapina, l’altro è rimasto fuori perché il primo non ha parlato e si è messo con la donna del carcerato. Vite comunque miserevoli. Quando il carcerato esce è tutto meno che ragionevole (quindi nessuno se la sente di spiegargli niente) e inizia a seminare morte e stupidità in un panorama di squallore totale che già sarebbe insopportabile. Ma se ci si sposta sulle Ardenne per rimediare a un tragico guaio, allora si passa ai boschi con ex carcerati che stanno con travestiti in campi di rottami dove si possono macellare e tritare cinghiali o umani con una certa indifferenza e uno stranissimo senso dell’ironia (che forse -per ironia- ci è sfuggito), dove la soluzione finale (davvero) del dramma tocca a degli…struzzi. Ci sono i consueti finali multipli a sorpresa, scoperte macabre e svolte pericolose alla Tarantino. Tarantino è citato dalla pubblicità e anche i Coen, per via di certe atmosfere geografiche. No, Tarantino e i Coen l’ironia riescono ad attraversarla mentre tritano i corpi. Qui diciamo che è ironico che tutto quel che accade sarebbe stato fatto per amore. Ma  l’ispirazione sembrerebbe Non aprite quella porta… Di sicuro è singolare l’uso della mano pesante. Colonna sonora dove i brani lenti sono metal e il resto è peggio. Immagini di conseguenza. Come si suol dire nel dubbio: di culto?

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori