A Milano l’e-state di Gabbani sconfigge la pioggia

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Francesco Gabbani in concerto al Carroponte giovedì 29 giugno 2017 - © Foto: Riccardo Medana

Alla fine l’e-state ha vinto sulla pioggia. Il pubblico accorso al Carroponte di Milano è coloratissimo (con ombrelli e k-way) e giovanissimo. Ma giovane sul serio: genitori con figlioletti al seguito. Tutti per Gabbani. Il ragazzo “acqua e sapone” che, con la sua Occidentali’s karma, ha conquistato proprio tutti. Ma fermarsi alle due canzoni di Sanremo e al nuovo singolo Tra le granite e le granate per spiegarne il successo sarebbe riduttivo.
Partiamo intanto dalla musica, concetto (ahimè) banale solo in apparenza: Francesco si destreggia con disinvoltura tra chitarra elettrica (suoi, gran parte dei soli), pianoforte (emozionante la parentesi piano e voce) e qualche accenno di batteria, in cui “duetta” con il fratello Filippo. Il concerto è un’autentica esplosione di energia: Gabbani non si risparmia un solo momento, saltando di continuo da una parte all’altra del palco. Davanti a lui, un pubblico letteralmente in visibilio, e alla fine anche la pioggia, scesa prepotentemente prima dell’inizio del concerto, ha dovuto arrendersi alla musica, arrestandosi all’improvviso ai primi colpi di “tamburo” di Magellano, title-track del nuovo disco e brano che ha segnato l’apertura del concerto. Veri picchi della serata, ça va sans dire, Occidentali’s karma, Amen e Tra le granite e le granate. Ma la risposta del pubblico, felicissimo, non è mancata in nessun momento della scaletta. Dall’intimità piano e voce de Immmenso e Maledetto amore, alla “strafottente” ironia de I dischi non si suonano e Pachidermi e pappagalli. I ringraziamenti al termine del concerto si sprecano: dalla band (Davide Cipollini a chitarra elettrica e cori, Giacomo Spagnoli al basso, Lorenzo Bertelloni al pianoforte e ai sintetizzatori e Filippo Gabbani alla batteria), al backliner, ai fonici, all’etichetta discografica, agli uffici stampa, al Carroponte, al pubblico. E non parliamo di “captatio benevolentiae”: i continui “grazie” che Francesco rivolge ai suoi fan sono parole sincere. Sono i ringraziamenti di un ragazzo arrivato al successo (enorme!) quando l’asticella dei 30 l’aveva superata già da qualche anno, con tanti sogni nel cassetto e altrettante porte sbattute in faccia. Ma che alla fine ce l’ha fatta: che propone quello che gli piace, quasi disinteressandosi del fatto che questo possa o meno incontrare il gusto del pubblico. Che sul palco canta, suona, si dimena come un matto. Che non si nega ai fan per fotografie e autografi di rito, che non si nega ai giornalisti per le continue interviste. Come per dire “Ce l’ho fatta e non ho la minima intenzione di andarmene da qui”.
Avere la pretesa di raccontare una persona dopo averne ascoltato i dischi, visto alcuni concerti e fatto alcune interviste è sicuramente esagerato. Ma, se ci concedete questo azzardo, il concerto di Francesco Gabbani è Francesco Gabbani: un live colorato, ricco di musica suonata; ben poco “mainstream”, ma in grado di ritagliarsi anche quei lati sentimentali del pop che tanto piace al pubblico di oggi. Anche questo affrontato “a modo suo”. Perché Gabbani ha trovato e si è costruito la sua isola felice. La sua piccola isola felice diventata universo. Che parla di cose importanti, ma lo fa col sorriso. Che fa ridere i bambini, fa ballare gli adolescenti sulle mosse dello scimpanzé, fa urlare “Alé!” ai ragazzi, fa abbracciare gli innamorati sulle note de Immenso e fa riflettere chi vive questo tempo prendendosi forse un po’ troppo sul serio. E Gabbani serio lo è davvero. È come la Nutella dopo una medicina amara: la medicina serve, ma con la Nutella è tutta un’altra cosa!

La photogallery della serata a cura di Riccardo Medana:

La scaletta del concerto:
1. Intro + Magellano
2. Software
3. Tra le granite e le granate
4. In equilibrio
5. La strada
6. Occidentali’s karma
7. A moment of silence
8. Clanedistino
9. Eternamente ora
10. Susanna
11. Immenso
12. Maledetto amore
13. I dischi non si suonano
14. Spogliarmi
15. Amen
16. Vengo anch’io
17. La mia versione dei ricordi
18. Il vento si alzerà

BIS
19. Foglie al gelo
20. Pachidermi e pappagalli
21. Occidentali’s karma

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.