Svelati i guadagni del secondary ticketing

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Live Nation, Vivo Concerti, Live Nation Italia, D’Alessandro & Galli ed altri dieci indagati hanno ricevuto oggi la notifica di conclusione delle indagini preliminari da parte del Nucleo della polizia tributaria. Le accuse sono quelle di aggiotaggio, alterazione del mercato e truffa.

Prima di procedere, onde evitare equivoci, precisiamo che per quanto riguarda Vivo Concerti si tratta della vecchia gestione, quella in cui era amministratore Corrado Rizzotto (oggi a capo di Indipendente, società che gravita attorno a Live Nation). Mentre la D’Alessando & Galli attraverso lo studio legale che la rappresenta ha diffuso un comunicato in cui chiarisce che la contestazione dei giudici riguarda una cifra contenuta (4.544,73 euro in tre anni di diritti non dichiarati) e che sono sicuri di poter dimostrare la correttezza dei propri comportamenti.

Detto questo, vediamo cosa scrive il Pm Scuderi nella propria relazione: «Tutti gli indagati adoperavano artifizi volti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo dei biglietti degli spettacoli». In particolare le società sono accusate di aver stipulato accordi con l’azienda Viagogo per la cessione di un elevato numero di biglietti di concerti di grande richiamo, prevedendo la retrocessione del 90% dell’intero in favore delle stesse società.

Ma quanto hanno guadagnato le aziende con questo metodo? Si stima che Vivo avrebbe venduto biglietti per un importo di 798.000€, ottenendo guadagni per 222.000€. Ancora maggiore l’introito ottenuto da Live Nation (il cui amministratore delegato Roberto De Luca è stato visto girare in questi giorni nel backstage di Modena Park, per il concerto-evento di Vasco Rossi), il leader del mercato, ipotizzato con 1 milione e 200 mila euro, esclusivamente con l’utilizzo del bagarinaggio online. Non va inoltre sottovalutato il ruolo assunto da Viagogo, che avrebbe rivenduto i biglietti «a un prezzo ingiustificatamente maggiorato rispetto a quanto stabilito dai cantanti e dagli organizzatori, divulgando false informazioni al pubblico relative alla disponibilità degli stessi, inducendo così gli utenti ad acquistarli a un prezzo estremamente più elevato».

La truffa non riguardava solo il prezzo dei biglietti, ma anche la loro disponibilità effettiva. Stando agli accertamenti della Guardia di Finanza i promoter vendevano al prezzo stabilito pochissimi biglietti, mentre gli altri, contando sul fatto che la richieste sarebbe state maggiori dell’offerta, potevano così raggiungere sui siti di bagarinaggio online cifre superiori ai mille euro e garantire guadagni ben più elevati (illecitamente). Queste notizie sarebbero state divulgate in maniera «falsa ed esagerata, fino alla data odierna», aggiunge la procura nell’avviso di conclusione indagini.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.