In 4mila a Roma per Coez: Silvà hai fatto un casino!

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Apertura con sold-out per il Viteculture Festival che aggiunge nomi di pregio e serate potenzialmente molto interessanti all’estate romana. Tutta questa gente all’Ex Dogana non l’ho mai vista. Ad occhio e croce stasera ci sono circa 4.000 persone (no ok ho barato leggendo la capienza un po’ di tempo fa) a bloccare Porta Maggiore, ancora più strano è vedere un considerevole numero di 15enni all’interno dello scalo notoriamente frequentato da gente un po’ più grande. Tutto questo perché? Coez, ça va sans dire, è tipo il titolo dell’articolo no?

Non sono un esperto dell’artista, lo ricordo ai tempi di Cielo di sabbia, lo ricordo per Ali Sporche e perché è la persona più citata sulle cover dei telefonini di chiunque sia mai passato attraverso la fase adolescenziale.
Adesso Silvano è cresciuto e il cielo di sabbia è diventato una tempesta che ingloba un pubblico estremamente variegato riuscendo nel difficile intento di mantenere sotto lo stesso palco qualche amante del rap della prima ora, il pubblico millenial (parola atroce lo so) e anche la frangia tendenzialmente indie della popolazione.
Dopo l’apertura di un Dutch Nazari discretamente interessante ma vittima di un’attesa che lascia l’idea di forzatura è il momento del cantante di Nocera che mette subito in chiaro le cose cantando Disturbo bipolare e procedendo con una selezioncina musicale molto più adatta a un club che ad uno spazio aperto forse lasciando anche perplesso l’ascoltatore più casual.
Sembra che l’artista non riesca ad adattarsi al posto, a leggere la stanza direbbero gli americani.
Poi scatta Siamo morti insieme che inizia a ritmare una serata poi animata dalla sanguigna Parquet, la famosa Lontana da me e la delicata E yo mamma facendo gridare anche chi queste canzoni le conosceva in maniera molto superficiale.
Si, alzo la mano perché tra gli occasionali mi ci metto anche io che inizialmente ero abbastanza spaesato mentre invece a pochi passi la mia mezza londinese preferita (che mi ha fatto tra l’altro da guida durante il concerto e che ringrazio) fa il delirio.
Featuring interessanti con Gemello, Gemitaiz, Contessa e Lucci che aggiungono carattere e contestualizzano la posizione del cantante: benvoluto dalla scena, benvoluto dagli ascoltatori (ma l’avevamo già detto prima) e che fa disco d’oro senza andare in radio.
La pioggia minaccia di rovinare la festa ma si piantano i piedi e si resta, non è assolutamente vero che “la musica non c’è” anzi, all’appello si uniscono anche Jet e Millefogli accompagnate da Ali Sporche che riporta la mente ai primi anni di liceo.
Piccola nota stonata è la conclusione che vede ripetere Faccio un casino una seconda volta per poi farla seguire da Faccio un casino per poi chiudere definitivamente il concerto con Faccio un casino, per un totale di ben quattro ripetizioni.

Insomma bene ma non benissimo, poteva esser simpatica come cosa ma l’impressione è stata più di confusione che di altro, mah.
Qualche dubbio rimane, rimane perché l’entusiasmo del live non copre forse quel senso post concerto di “si ma quindi?” per un palco tenuto in maniera non esattamente soddisfacente (spezzo una lancia dicendo che i concerti degli ultimi giorni mi hanno abituato a performance di alto livello quindi il paragone è ingiusto) e sporcata da un rapporto tra pubblico e palco più da villaggio turistico che da Live Venue.
Non ci spingeremo a dargli del “faciolo” come l’hanno definito molti perché comunque la serata è stata più che gradevole ma se vuole sedersi al tavolo degli adulti dovrebbe migliorare la componente dal vivo visto che in studio funziona benissimo.
Daje Silvà che sei forte, migliora questi piccoli aspetti e puoi spaccare tutto!
Ah e poi a costo di ripetermi e risultare noioso ma non puoi rifare tre volte la stessa canzone alla fine. Non puoi rifare tre volte la stessa canzone. Non puoi rifare tre volte la stessa canzone alla fine. Di seguito la photogallery del concerto a cura di Rocco Allegretti.

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Uomo dell'anno 2006 secondo il Times,Procrastinatore olimpico, radio speaker senza seguito, drogato di musica e cinema, calamita per gente al limite del caso umano. Ma ho anche dei difetti. Ah e scrivo articoli.