Little Steven martedì a Pistoia: e se il chitarrista festeggiasse il 4 luglio con un super ospite d’eccezione?

Il “Miami” Steve Van Zandt della E Street Band, alter ego musicale preferito di Bruce Springsteen, ha riunito nuovamente i Disciples of Soul per un tour da band leader dopo 25 anni. Ora è pronto per festeggiare l’Independence Day con l’unica data italiana: e se Bruce Springsteen, a sua volta in Europa, decidesse di passare a salutarlo in Toscana per una rimpatriata volante? Gustoso prologo in versione dj, lunedì sera, all’Hard Rock Cafè di Firenze

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Foto di Daniele Benvenuti

Partiamo con un rischioso e azzardato sillogismo: Little Steven è l’emblema vivente del Jersey Sound di matrice r’n’b, sporcato di olio da officina e ricoperto da polvere di garage con una pennellata di Wall of sound. E, fin qui, niente di nuovo. Ora: sapendo che, pochi giorni or sono ad Amsterdam, è andato a fargli visita sul palco l’alter ego culto Southside Johnny ed essendo a conoscenza che, con Jessica Springsteen impegnata a Parigi nei consueti appuntamenti d’equitazione che si esauriranno proprio domani, anche babbo Bruce è nuovamente nei paraggi: quale miglior modo potrebbero trovare i due amiconi se non quello di una rimpatriata a sorpresa in terra toscana per festeggiare a dovere e in famiglia il sentitissimo Independence Day?

Sia come sia, si tratti di un complicatissimo calcolo speculativo o di un irrealizzabile sogno da informatissimo “die hard fan”, quella di martedì 4 luglio al Pistoia Blues costituirà l’unica e imperdibile occasione per ascoltare dal vivo in Italia il “piccolo Stefano” e la sua big band da 15-elementi-15.

I biglietti, detta a beneficio degli inguaribili ritardatari e di coloro che finora non avevano pensato al possibile incrocio tra “illustri colleghi” di Fender, sono ancora ampiamente disponibili. E anche all’ultimo secondo i botteghini pistoiesi garantiranno la possibilità di acquistare i tagliandi in loco, detto tra noi a prezzi del tutto abbordabili tenuto conto di location e garanzia di soddisfazione artistica, per uno show che meriterebbe una degna ed entusiastica cornice di pubblico a prescindere dai possibili colpi di scena (Steve e Bruce si sono già sfiorati con rammarico reciproco, mercoledì sera, nella Ville Lumière per una questione di poche ore…).

Del resto, se aggiungiamo che a organizzare la data è l’italianissima Barley Arts di Claudio Trotta (promoter dell’intero tour europeo del poliedrico artista dalle note origini tricolori e, guarda caso, anche tra i referenti professionali preferiti dallo stesso Jersey Devil…), al massimo rischiamo di fare una semplice speculazione, ma non certo campata in aria.

Uno show meraviglioso! – garantisce lo stesso Trotta, al fianco della truppa per tutte le date continentali – Due ore abbondanti di spettacolo, ogni sera più convincente e forte sul palco di quindici elementi con tanto di coriste gnocche che sorprendono con mise ogni volta più sofisticate. Per non parlare dei fiati, una brass sessions davvero straordinaria. E poi Steve, reduce da uno splendido ritorno discografico, che si rivela sempre entusiasta e generoso offrendo concerti che costituiscono un’equilibrata summa di generi entusiasmanti, suonati da Dio e con immensa passione”.

Little Steven on stage (foto di Daniele Benvenuti)

Il “pirata” è quindi tornato ufficialmente al comando della sua ciurma di talentuosi svitati e, pur senza aver la minima intenzione di abbandonare nuovamente la potente flotta dell’ammiraglio Springsteen, ha deciso di farsi una mini crocerina in acque meno tempestose, rispolverando dalla darsena la goletta di un tempo. Little Steven, dunque, ha rintracciato nelle varie taverne e nei prevedibili bordelli della filibusta gran parte dei suoi Disciples of Soul e, dopo 25 anni, torna finalmente a indossare i panni di band leader per un intero tour europeo, dopo la “data zero” del 29 ottobre 2016 passata nella bomboniera Indigo at the O2 di Londra. Proprio in quel caso, visto il successo di quello che doveva costituire uno show unico e non ripetibile, era stato annunciato un probabile tour futuro con tanto di materiale inedito da proporre al fianco dei classiconi.

Dell’argomento, abbiamo già parlato in abbondanza: prima annunciando in anteprima il ritorno sulle scene di Little Steven da solista, poi seguendone direttamente lo show londinese nel corso del quale aveva annunciato il nuovo album e il tour estivo e, infine, presentando ancora nei mesi invernali la data di Pistoia, dove il chitarrista si presenterà reduce dall’uscita tedesca di Regensburg e prima di quella del 7 luglio a Vienna (quella slovena programmata inizialmente per il 5 luglio a Lubiana è invece stata annullata).

L’artista, rientrato in studio di registrazione per tornare alle radici r’n’b con il suo primo album da solista dopo ben quindici anni (l’eccellente Soulfire, uscito da poche settimane) sta dunque portando i suoi DoS a calcare i palchi di tutta Europa. Dopo i warm up del 18 marzo a Silver Spring (MD) e del 22 aprile nel salotto di casa ad Asbury Park (NJ), il tour è partito ufficialmente il 27 maggio dal Count Basie Theatre di Red Bank (ancora NJ) e ha toccato il continente il 7 giugno a Copenhagen, per poi proseguire con altre otto tappe prima di quella al 38° Pistoia Blues. Una serie che si completerà, per ora, il 5 agosto in Norvegia, prima di fare rientro negli States.

Nel frattempo, lunedì sera a Firenze, Little Steven sarà protagonista anche di una gustosa anteprima ad accesso libero all’Hard Rock Cafè dove, tra le 18.30 e le 21.30, porterà in scena il suo Underground garage dance party, selezionando brani ad hoc e rendendosi disponibile per foto e autografi.

La data del giorno successivo sul main stage di piazza del Duomo a Pistoia, invece, prenderà il via alle 21.30 dopo gli opening act riservati al cantautore bergamasco Maurizio Pirovano (reduce dal quarto album Il tempo perduto), preceduto dai milanesi Audyaroad (che proporranno in anteprima i brani contenuti in What is the price?) e dal bluesman livornese Luca Burgalassi (anche lui reduce dalla fresca pubblicazione di Windward).

L’ultimo treno per Little Italy è dunque in partenza. E chissà che non faccia davvero una tappa imprevista dalle parti dello Stone Pony….

Vogliate gradire!

Little Steven a Londra nel 2016 (foto di Daniele Benvenuti)
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Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai cinque lustri abbondanti di attività sulle spalle tra carta stampata, video e radio. Studioso di “popular music”, nonché autore di una monumentale tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa (Sociologia della musica: Il rock e la comunicazione tra fan), tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate a Bruce Springsteen (quasi tremila gli iscritti allo specifico gruppo Facebook 'All the way home') o ad atleti di prestigio. Già responsabile di uffici stampa nelle massime categorie sportive nazionali, attivo nel mondo del volontariato, è specializzato anche nella promozione di rassegne musicali ed eventi sportivi. È vicepresidente vicario dell’USSI FVG. Una casa letteralmente invasa da migliaia di vecchi vinili, musicassette, cd, stampe, locandine, foto e libri specializzati (tutto classificato con maniacale precisione…). Le sue opinioni costituiscono il sunto di quasi trent’anni di ascolto critico, archiviazione metodica, viaggi sgangherati e una caccia spasmodica alla “scaletta perfetta”.