Codice criminale. Il padre, il figlio e…

Nomadi anglosassoni dediti all'illegalità tra roulotte e suv

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Codice criminale
di Adam Smith
con Michael Fassbender, Brendan Gleeson, Lyndsey Marshal, Rory Kinnear, Sean Harris
Voto 6+

Il titolo originale Trespass against Us viene dal Padre nostro (“rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”: Them that trespass against us). Che sono i protagonisti di questo film, vivono di crimini e si spostano in roulotte tirate da SUV nel Regno Unito. Zingari? Ladri vagabondi? Devianti? Matti? In realtà, sono padri e figli. Il padre padrone e capobanda Brendan Gleeson sproloquia di anarchia e resistenza al potere e cita Marx (che avrebbe detto “beate le menti incrinate”) e Gesù “che quando è stato crocifisso dalla polizia non si è arreso”.  Il figlio e capo designato Fassbender, analfabeta, ladro e pilota di buon livello, invece vorrebbe smetterla di vagabondare, mettere al sicuro la moglie in una casa e mandare i figli a scuola. Fassbender è un eterno figlio sospeso tra suo padre e suo figlio come tra peccato e redenzione. Una notte svaligia la casa di campagna di un alto magistrato e uccide anche il cane del poliziotto che lo incalza per tutta una vita di furti. Come finirà? Forse non lo vuole sapere neppure il regista Adam Smith (bel nome per uno che mette Marx nel suo primo film: sarà vero?). La sceneggiatura di Alastair Sinddon prevede anche un matto interessante che gira nudo o verniciato e brucia tutto, anche gli estintori. Che sia una metafora dello Spirito Santo?

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori