Il tuo ultimo sguardo. Sul film

Storia d'amore tra medici nel mezzo della morte mentre tentano di salvare vite

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Il tuo ultimo sguardo
di Sean Penn con Javier Bardem, Charlize Theron, Adèle Exarchopoulos, Jared Harris, Jean Reno
Voto anestetico

Nella tragedia della guerra civile liberiana si incontrano la direttrice sanitaria Theron che ha ereditato dal padre la gestione di un’ONG e il medico spagnolo Bardem che opera sul campo. Lei, idealista, ritiene che l’Occidente debba mobilitarsi per salvare gli africani, lui, sciupafemmine, si accontenta di amoreggiare dove può e salvare chi può. Lei sente di avere un’etica, lui vive nel triage (deve decidere ogni giorno chi morirà). Intorno masse diseredate in fuga e truppe (ribelli o governative) che derubano, violentano, uccidono in modi particolarmente selvaggi. I due ovviamente si innamorano, l’amore diventa anche un po’odio, il tempo passa, lo spettatore guarda l’orologio perché spesso (tra un bacio, un’esplosione, un’operazione e qualche massacro) vengono finemente citate frasi pretenziose come fossero confetti di prosa poetica. I sensi di colpa dell’Occidente? No. Il senso del ridicolo che latita. Ipotesi: Sean Penn, fama di duro dal cuore d’oro, forse confonde commozione e retorica. E c’è chi pensa che la storia d’amore avuta con la Theron (e finita con il montaggio del film) sia rimasta tra loro due ma non sia riuscita a passare nel film, che ancora prima dei titoli di testa spara un paio di trombonate (in buona fede, probabilmente tratte dal romanzo di base di Erin Dignan) che ucciderebbero pellicole più resistenti. Visto il tema, diciamo che il film “spara sulla croce rossa” da solo. Ma era successo lo stesso anche al tragico tentativo prodotto a suo tempo da Angelina Jolie, A Mighty Heart-Un cuore grande con un’identica storia d’amore tra medici nel terzo mondo.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori