Vasco Rossi, il Modena Park e le bufale 2.0

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La nostra è un’epoca in cui le fake news viaggiano fulminee. Quale più ghiotta occasione per arricchire la lista delle bufale 2.0, se non lo storico concerto da record del Blasco al Modena Park?
Da stamattina circola in rete un curioso elenco di oggetti smarriti, che le ditte incaricate a ripulire la zona avrebbero ritrovato nell’area del parco Ferrari. Decisamente divertente l’idea che gli spettatori del concerto siano stati così sbadati da smarrire 1200 mazzi di chiavi o così annoiati da trastullarsi con 28 Sex Toys, smarriti anche quelli. Sarebbero stati ritrovati addirittura dei pannoloni, forse un modo per evitare di abbandonare il parco in cerca del bagno chimico e godersi il concerto senza interruzioni. L’elenco ripreso da varie testate giornalistiche è lungo e comprendeva anche 120 confezioni di preservativi, 60 reggiseni, 111 smartphone e una statua di Padre Pio (noto fan di Vasco).
La notizia è stata però smentita dalla stessa azienda bolognese Hera, l’unica realmente responsabile delle pulizie nell’area. Come si legge sul sito de La Stampa, il comune di Modena assicura che «non è stato rinvenuto nessuno di questi oggetti». I dati ufficiali sui rifiuti sono comunque impressionanti, se si considerano le 100 tonnellate di rifiuti raccolte.

Il sito Nextquotidiano ipotizza che la notizia-bufala sia stata ripresa dalla pagina Facebook semisconosciuta Molinella Notizie. Fra bufale e granchi, anche il sito stampa-lazio.com, un blog non imparentato col quotidiano torinese, ha diffuso la notizia falsa su un malore di Vasco dopo il concertone. Qualche fan preoccupato ha ripreso l’articolo, non conscio forse che l’autore è un tale Hoax. Dietro a questo nome si nasconde Ermes Maiolica, pseudonimo scherzoso di un 35enne con l’hobby delle notizie burla; Hoax in inglese appunto.
Questo episodio ci dimostra ancora una volta che il web è una grande piazza, seppur virtuale. Le notizie circolano col passaparola prima ancora di esserlo, soprattutto se stuzzicano il nostro palato ghiotto di pettegolezzi.

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Classe '86, nata e cresciuta in Germania come immigrata italiana di seconda generazione. Dopo il liceo si è trasferita a Roma per studiare lettere. Dal 2011 vive e lavora a Venezia.