Addio al bluesman Rudy Rotta

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Rudy Rotta

Per morire ha scelto il giorno sbagliato: the day after “la tempesta perfetta” di Modena, lo stesso giorno in cui tutti erano impegnati a dare l’estremo saluto a Paolo Villaggio. Rudy Rotta, bluesman apprezzato in tutto il mondo, se ne è andato in silenzio, dopo aver lottato a lungo contro una malattia bastarda.

Rudy RottaMagari non notissimo alle masse, Rudy era comunque un musicista molto apprezzato dagli intenditori e amatissimo nell’ambiente. C’è addirittura chi iscrive il suo nome nel gotha del blues mondiale. Del resto aveva alle spalle una carriera fantastica.
Nato in terra piemontese, a Villadossola, il 14 ottobre 1950, iniziò a suonare in Svizzera, dove la sua famiglia era emigrata, a soli 14 anni. Dopo essere rientrato in Italia, stabilendosi a Verona, e aver dato vita a varie band, a partire dal 1987 iniziò a lavorare prevalentemente all’estero, guadagnandosi una meritatissima fama nel mondo del blues internazionale. È stato ospite di prestigiose rassegne (dal Kansas City Blues Festival al Festival Jazz di Montreux, dal Pistoia Blues Festival per ben 4 edizioni a Sanremo Blues, addirittura per 9 edizioni). Ha registrato per la BBC e la Jazz FM di Londra. Ha collaborato con musicisti di caratura internazionale come B.B. King, John Mayall, gli Alman Brothers e Brian Auger. E nei suoi album (una ventina in tutto), oltre ai già citati Mayall e Auger, hanno suonato musicisti come Robben Ford, Peter Green e Luther Allison.
Nonostante l’avanzare della malattia che poi lo ha strappato all’affetto dei suoi cari, Rudy era convinto che ce l’avrebbe fatta. Non a caso aveva già fissato concerti fino alla primavera del 2018. Invece il male ha avuto la meglio sulla sua gran voglia di vivere. E chi lo conosceva bene, sa che era tanta: Rudy aveva sempre nuovi progetti, era un amabile affabulatore e riusciva a coinvolgerti con tutto il suo entusiasmo. Insomma, oltre ad essere dotato di una gran tecnica (suonava alla grande sia la chitarra elettrica che l’acustica), aveva un amore sconfinato per la musica, non soltanto per l’amatissimo blues, ma per tutta la buona musica, dal rock al soul al funky alle ballads.
Il video che segue documenta la sua esibizipone con B.B. King a Festival di Montreux nel 2001:

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