I colori dei Coldplay lasciano San Siro a bocca aperta

874
0
I Coldplay in concerto allo stadio San Siro di Milano il 4 luglio 2017 - © Foto (smartphone): Riccardo Medana

Le due sere milanesi dei Coldplay ci hanno spiegato una cosa: per fare uno spettacolo devi lasciare la gente a bocca aperta. E per quanto i loro concerti siano trionfi già annunciati, era francamente difficile aspettarsi uno show così ricco di effetti extra-musica (a volte troppo, al punto da rubare la scena a Chris Martin).

La verità è che i Coldplay ti lasciano stupefatti perché ai colori ci tengono sul serio e l’idea di vedere concerti illuminati dalle sole torce del telefonino (al momento di Charlie Brown hanno fermato l’esibizione chiedendo di posare gli smartphone almeno per una canzone) deve averli disturbati parecchio. Perciò hanno fatto distribuire un braccialetto elettronico a testa all’ingresso, pronto ad illuminarsi a seconda delle canzoni in scaletta. Il risultato è strabiliante, perché il pubblico diventa parte integrante della coreografia – e se ne sente dunque protagonista – e l’effetto scenico non vale certo poco. Per ogni canzone i 58.000 del Meazza sono illuminati da luci diverse (e vi assicuriamo che i video che vedete sul web rendono solo al 30% l’effetto reale) e cantano a squarciagola i successi messi in fila dalla band, che per questo tour ha giocato in casa e sparato tutte le cartucce migliori. D’altronde, basta scorrere la scaletta per capire che questi ragazzi hanno scritto negli anni simboli eloquenti del pop, canzoni destinate a restare alla storia come Yellow e The Scientist, proposte nelle primissime battute della scaletta dopo A Head Full of Dreams. Roba che altre band avrebbero dovuto distribuirsele meglio perché due pezzi così belli potresti non farli in una carriera intera e invece i Coldplay possono godere di questa spavalderia, avendone a iosa di brani del genere.

I Coldplay in concerto allo stadio San Siro di Milano il 4 luglio 2017 – © Foto (smartphone): Riccardo Medana

Il concerto è diviso in quattro stage e, terminato il primo sul palco classico, Martin e soci – alla fine di una devastante Paradise – si spostano di fronte alla tribuna numerata in un momento di più intimità, condito dalla new entry Miracles, dalla hit meno movimentata Magic e dalla chicca del nuovo album, Everglow.
Finito il momento di apparente ricarica delle batterie, il carico è di quelli pesanti: apre Hymn The Weekend, prosegue una Fix You eseguita apposta per far piangere la gente; poi si va avanti con Viva La Vida, che è il pezzo che ogni artista spera di scrivere un giorno nella vita e si chiude con una marea di palloncini in Adventure Of a Lifetime. Il tutto sublimato da bocche di fuoco, colori e coriandoli.

Quella dei Coldplay è una festa a tutti gli effetti e non divertirsi diventa una prova alquanto complessa da affrontare.
La fine delle super hit coincide con un ritorno nel terzo stage, quello dell’intimità. Dopo Trouble, un bambino (Giacomo, di 9 anni) attira l’attenzione di Chris con un cartello, sale sul palco e accompagna la band con la fisarmonica in Don’t Panic.

I Coldplay in concerto allo stadio San Siro di Milano il 4 luglio 2017 – © Foto (smartphone): Riccardo Medana

Questo è il momento in cui il pubblico, fino ad allora sempre in piedi, si risiede e prende fiato in attesa del rush finale.
Martin non fa bis e attacca direttamente con la conclusione, aperta dall’ultimissima Something Just Like This, preparata da A Sky Full of Stars e chiusa da una lunga performance di Up & Up, forse tra i brani più significativi dell’ultimo album.

Chris bacia la bandiera italiana e va via. Il pubblico applaude e abbandona San Siro cantando Viva la vida. E viva pure i concerti dei Coldplay, ché di concerti così colorati ne servirebbero un paio in più.

I Coldplay in concerto allo stadio San Siro di Milano il 4 luglio 2017 – © Foto (smartphone): Riccardo Medana

SCALETTA COLDPLAY SAN SIRO (4 LUGLIO)

INTRO:O mio babbino caro (Maria Callas)
1.A Head Full Of Dreams
2.Yellow
3.Every Teardrop Is A Waterfall
4.The Scientist
5.Birds
6.Paradise

7.Always in My Head
8.Magic
9.Miracles (Someone Special) (prima esecuzione dal vivo)
10.Everglow

11.Clocks
12.Midnight
13.Charlie Brown
14.Hymn for the Weekend
15.Fix You
16.Viva la Vida (con Davide Rossi al violino)
17.Adventure of a Lifetime

18.Kaleidoscope
19.Trouble (in acustico)
20.Don’t Panic (in acustico)
21.Us Against the World (richiesta del pubblico)

22.Something Just Like This (The Chainsmokers & Coldplay cover)
23.A Sky Full of Stars
24.Up&Up

CONDIVIDI

Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell’anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.