Sgt. Pepper 50 anni. Un libro

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L’8 maggio 1970 usciva Let It Be, quello che sarà l’ultimo album ufficiale dei Beatles. Tre anni prima, precisamente il 1 giugno, i quattro di Liverpool davano alle stampe il rivoluzionario Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Sono passati oltre cinquant’anni e, come era prevedibile, si susseguono le celebrazioni. Tra queste segnaliamo quella di giovedì 6 luglio presso il Teatro degli Arcimboldi per la rassegna I Magnifici 7. Gli appassionati dei Beatles si ritroveranno alle ore 19 quando verrà presentato il libro Sgt Pepper 50 anni (Hoepli) di Mike McInnerney, Bill De Main & Gillian G. Gaar con la partecipazione dei giornalisti Riccardo Russino e Davide Verazzini che, assieme al curatore della rassegna Enzo Gentile, intratterrano il pubblico per raccontare aneddoti e curiosità su quello che a tutt’oggi viene considerato uno degli album più importanti di Pop Rock. Non poteva mancare Rolando Giambelli, che con la sua chitarra farà ascoltare qualche canzone dei Beatles.

Tornando al libro (176 pagine per 19,90 euro) va riconosciuto lo sforzo di proporre un’edizione di lusso a un prezzo contenuto. Quello che maggiormente balza agli occhi sono le numerosissime foto che più di ogni altro discorso segnano i passaggi artistici e stilistici di un gruppo che continua a ricevere attenzioni anche dalle nuove generazioni.
Nello specifico, il libro entra in molti dettagli di quello che è considerato l’album della svolta, anche se i segnali erano già presenti negli album precedenti. In Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band i Beatles riprendono l’idea dell’album concept a partire dalla copertina, la più imitata, e del fatto che a suonare fosse un’ipotetica Banda del Club dei Cuori Solitari del Sergente Pepper.
E a proposito di copertina e di quella schiera di figure, in tutto un’ottantina, non tutti sanno che vi compare anche un italiano, nato a Serino in provincia di Avellino. Sabato Rodia emigrò negli Stati Uniti insieme alla famiglia. Oltre che lavorare in miniera si cimentò in opere architettoniche bizzarre, tra queste delle torri costruite con materiale vario, anche scarti industriali. Ancora oggi si possono ammirare in un quartiere di Los Angeles. Ebbene i Beatles che erano attenti alle nuove espressioni artistiche lo premiarono inserendolo nella copertina.

Con la prefazione di Spencer Leigh, Sgt Pepper – 50 anni raccoglie i contributi dei massimi esperti di Beatles con le voci di molti artisti dell’epoca, scrittori e critici, tra cui il graphic designer Dudley Edwards e Jann Haworth, che disegnò la copertina insieme al marito Peter Blake. Come siano arrivati i Beatles a concepire un capolavoro di tale fattura rimane ancora da scoprire e questo libro cerca di spiegarlo, ma di certo ci hanno lavorato molto.
Lo conferma lo stesso Lennon: «Volevamo che fosse perfetto. Ci abbiamo provato e mi sembra che siamo riusciti nel nostro intento. Se così non fosse stato il disco non sarebbe uscito». E nel salotto di Brian Epstein, il loro manager, il 19 maggio 1967 i Beatles vengono ritratti con la copertina del disco tra le mani. Che bello vederli tutti sorridenti, con Paul McCartney che stringe la mano a John Lennon.

Sg. Pepper 50 anni

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).