Fano Jazz fa 25

Il festival jazz della cittadina marchigiana festeggia il quarto di secolo con un programma ricco e variegato, che attraversa e va oltre il mondo intenso e suggestivo della musica afroamericana.

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Gangbè Brass Band

Jazz, jazz, fortissimamente jazz. E non solo. Per la sua 25esima edizione il Fano Jazz By The Sea allarga i propri orizzonti per includere un personaggio amato da moltissimi, ma che poco o punto ha a che fare con l’universo della musica afroamericana: l’inglese Michael Nyman. È una delle pochissime volte, in un quarto di secolo di onorata carriera, che la manifestazione sul bordo dell’Adriatico allarga i propri orizzonti sonori verso territori “altri” rispetto alla musica afroamericana: in questo caso il minimalismo e/o la musica da soundtrack peraltro celeberrima – da Lezioni di piano a I misteri del giardino di Compton House – del compositore, la cui performance in solitudine al pianoforte (che suona con intensità e dedizione, ma pur sempre con una tecnica non eccelsa) aprirà sabato 22 luglio la settimana di esibizioni.

John Scofield

La Rocca Malatestiana della bella cittadina a sud di Pesaro (obbligatoria la visita al Duomo romanico, con il magnifico pulpito e la barocca Cappella Nolfi) torna a essere il punto di riferimento per tutti i principali concerti, quest’anno particolarmente prestigiosi. Sul palco si vedranno dal super chitarrista americano John Scofield, un habitué, con la sua Uberjam Band (il 23) al trio all star con il percussionista indiano Trilok Gurtu, il nostro Paolo Fresu alla tromba e il pianista cubano Omar Sosa (il 24); dalla nuova stella del jazz mondiale, fresco vincitore di due Grammy Award, il cantante e polistrumentista inglese Jacob Collier (il 25) al gruppo spin off dei popolari Snarky Puppy, i multietnici Bokantè (il 26); dal sottile e intrigante pianista armeno Tigran Hamasyan (il 27) al corposo quartetto che allinea i nostri Giovanni Guidi al piano e Gianluca Petrella al trombone, il francese Louis Sclavis al clarinetto e il portoghese Joao Lobo alla batteria (il 28). Chiuderà il 29 luglio il vivace trio del pianista spagnolo Chano Dominguez, con la sua raffinata fusione di jazz e flamenco, cui farà seguito l’abituale corollario alla spettacolare Golena del Furlo il giorno successivo, questa volta con la scintillante Gangbè Brass Band del Benin, con un’irresistibile combinazione di suoni africani ancestrali e big band sound esuberante.

Tigran Hamasyan

Inoltre ogni sera alle 23 sul palco della Sala Malatestiana si susseguiranno, per la sezione “Young stage”, una manciata di giovani talenti in via di affermazione (citiamo la pianista-cantante Debora Petrina e il trombonista Filippo Vignato), mentre ogni pomeriggio alle 18.30 presso la Pinacoteca San Domenico, per la rassegna di esibizioni solistiche titolata “Gli echi della migrazione”, avremo personaggi come Roberto Ottaviano al sax soprano, Giovanni Falzone alla tromba, Paolo Angeli alla chitarra sarda preparata (con 18 corde, martelletti, pedaliere, eliche), il musicista del Gambia Jabel Kanuteh alla kora e alla voce.

Debora Petrina

Aggiungete le escursioni con musica in barca a vela, le proiezioni di documentari a tema, gli “Aperitivi in jazz” con nuovissimi gruppi e giovanissime orchestre al Jazz Village, il dj set di mezzanotte in Piazza Malatesta, i laboratori musicali, e avrete un’offerta a tutto tondo, cui gli appassionati sono chiamati a rispondere con l’abituale entusiasmo. Tutte le informazioni sul sito ufficiale  della manifestazione

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Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.