«Troppo costoso rispettare le norme». Quando la sicurezza fa annullare gli eventi

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Oltre a Modena Park, San Siro, Campovolo od il Forum di Assago c’è un’Italia di cui poco si parla, ma che è molto viva: quella delle feste di piazza. Che sia una festa della birra, una festa patronale, una festa dell’Unità l’estate è la stagione in cui migliaia di piccoli paesi, in ogni lato d’Italia, vivono il loro momento di gloria. Momenti che potrebbero diventare sempre più rari: a causa della circolare firmata dal Capo della polizia Franco Gabrielli dopo i fatti di Manchester e Torino, sono già decine le feste locali che sono state cancellate per questa forte stretta di vite. Se a Torino sono saltati gli Street Games, a Ventimiglia è stata annullata la Notte Bianca, mentre un Centro commerciale in provincia di Pisa ha disdetto tutti gli eventi serali. L’elenco percorre tutta la penisola, arrivando fino a Brindisi dove una fiera è stata annullata a poche ore dal suo debutto, con gli stand già allestiti.

Il problema è puramente economico «Se parliamo di un concerto, si agisce sul prezzo del biglietto. Lo si aumenta e in questo modo si rientra dai costi lievitati per le nuove misure di sicurezza – spiega Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci – Il problema si pone con le manifestazioni gratuite, organizzate dai Comuni con i privati». Questo perchè i costi accessori sono a totalmente a carico degli organizzatori che, nella maggior parte dei casi, sono i Comuni. Nessuno ovviamente critica le regole in sè, necessarie e giuste, quel che viene richiesto è di differenziarle, perchè una festa della birra non equivale ad un concerto di Vasco Rossi o dei Guns N’ Roses.

Anche perchè poi prende libero spazio la fantasia. Come a Savona che, per poter svolgere la loro Notte Bianca ed adempiere alla circolare che prevede “impedimenti fisici al transito di veicoli” (per evitare stragi come a Nizza), i commercianti, pur di farla, hanno trovato una soluzione efficacie: come barriere antiterrorismo hanno utilizzato le loro automobili.

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.