Ligabue dal set di “Made in Italy”: «Fare un film è gestire l’emozione»

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Foto di Jarno Iotti

Un Luciano Ligabue in gran forma quello apparso pochi minuti fa in diretta Facebook dal set del suo terzo film Made In ItalyImpegnatissimo sul set del film, racconta però di sentire molta nostalgia del palco, sul quale ritornerà il 4 settembre per il suo Made in Italy Tour, da Rimini. «Un coitus interruptus» racconta scherzando il Liga, che dopo l’intervento a Lione dello scorso aprile è stato costretto a uno stop forzato di alcuni mesi. Il film, prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci racconta, come tutti sappiamo, la storia di Riko, interpretato da Stefano Accorsi, e di Sara, che avrà il volto di Kasia Smutniak. Luciano risponde a qualche curiosità dei fan che seguono la diretta social, che per esempio gli chiedono com’è tornare dietro la macchina da presa con le nuove tecnologie. «Fare un film è gestire l’emozione», spiega Luciano, che vuole però che il film sia assolutamente emotivo e faccia fluire tutta l’emotività possibile, anche se è molto diverso da ciò che accade sul palco.
Impossibile non ricollegare il volto di Accorsi a Freccia, protagonista del primo film di Luciano, che secondo il Liga potrebbe essere anche molto affine a Riko «che è un po’ sulla stessa linea di Freccia. Un antieroe piuttosto rock and roll». Un film girato soprattutto di notte, fra le 19 e le 5 del mattino e quindi «il ciclo sonno-veglia va a ramengo», scherza Luciano. Una passione per il cinema, quella di Luciano, che parte da lontano, quando da ragazzino voleva fare una cineteca per quando fosse “anziano”. Adesso però preferisce le novità, anche se non abbandona il vecchio, che può risultare comunque nuovo, perché «i film e i libri non cambiano, ma cambiano noi». Una passione che, nel momento in cui diventi regista, può diventare ossessione: «Si diventa ossessionati dal racconto  e si è poco aperti al resto delle cose», racconta Luciano. Un lavoro di set di dieci ore al giorno per ottenere tre minuti film in media, il tutto coadiuvato da un clima ottimale e sereno.

Il periodo difficile per Luciano sembra finalmente alle spalle, e a ci gli chiede come si sia sentito nei mesi passati, il sentimento di gratitudine è quello che prevale: «Un’ondata di affetto enorme da fan e colleghi che mi ha fatto molto piacere», racconta Luciano, «che mi fa pensare di dover dare ancora di più il massimo a chi mi ha dato tanto affetto».

Luciano non svela troppo ancora circa il film, del quale spiega che ne conosciamo soltanto una metà, che è tutto ciò che è raccontato nel disco, mentre il film racconterà tutto ciò che ancora non si sa, con altri personaggi e altre storie accanto a quella di Riko e Sara. Due piccole curiosità: il figlio di Riko nel film avrà finalmente un nome, Pietro, e lo stesso Luciano ha già girato un suo piccolo cameo come già accaduto per i due film precedenti «che non si capirà» e che sarà svelato soltanto dopo l’uscita del film.
Quella appena iniziata è la penultima settimana di riprese, che si concluderanno fra Roma e Francoforte.

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Nata in Calabria, classe ’86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.