Cane mangia cane. Buon appetito?

Galeotti in libertà massacrano il principio di realtà. Bunker firmato Schrader

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Cane mangia cane
di Paul Schrader
con Nicolas Cage, Willem Dafoe, Christopher Matthew Cook
Voto: anarchico

Tre galeotti escono di cella: Cage è un animale misterioso, Dafoe un animale letale,  Matthew Cook un animale grosso. Tutti e tre trovano normale continuare con il crimine e l’assassinio e fanno cose orrende, grottesche, anche buffe. Tutti e tre sono fuori di testa. Insieme progettano un colpo per assestarsi o sparire. Ogni tanto fanno battute di sociologia spicciola sulle colpe, la giustizia e la società, ma non è chiaro se sia un’ironia di Edward Bunker (autore ed ex carcerato che Tarantino ha tanto amato da metterlo nelle Iene) o un’ironia di Paul Schrader (l’autore di Taxi Driver e American Gigolò, e del più recente The Canyons). I tre vagano in una nebbia di sangue e facezie senza una vera direzione, che non sia corteggiare i luoghi comuni del noir,  indecisi se la vita sia crudelissima, stupidissima, o stupidissimamente crudelissima, e trasformano le loro avventure in altre avventure che sbordano tra autolesionismo, allucinazione e perdita del filo logico. Calcolando che mostro di sceneggiatore è Schrader ci si aspetta che la perdita della logica sia voluta. Ma forse stiamo ancora aspettando due o tre parti della storia che se ne sono andate per conto loro. Schrader non solo scrive ma anche dirige, quindi si assume tutta la responsabilità.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori