Esa: «Con “King Divano” unisco stili e influenze musicali per tutti i palati del rap»

273
0
Foto di Fabio Zito

Qualche giorno fa ero un macchina assieme a mio figlio ed ascoltavo un disco che sicuramente non tutti conosceranno che si chiama Dalla sede, una pietra miliare della musica Hip Hop italiana, gli autori del disco erano gli Otierre i cui frontman erano Polare, La Pina, ma soprattutto Esa aka Il Presidente, uno che per me è una vera istituzione della musica rap italiana… mio figlio ancora piccolo agitava la testa a tempo e sul ritornello quando Esa incalzava “Se sei d’accordo con me, quando ti chiedo com’è, mi devi dire ce n’è…com’è?” lui non mancava di urlare il suo “Ce n’è” coinvoltissimo ed entusiasta, così come ero entusiasta io del fatto che mio figlio amasse ascoltare un pezzo degli anni d’oro della musica Rap in italia. Per questo non ho esitato a contattare Esa stesso ora conosciuto anche come King Divano, per fare quattro chiacchiere con lui e percorrere un’altra tappa di quel viaggio che ho deciso di fare con voi attraverso gli anni d’oro di questo suono nel bel paese.

Ciao Esa, come mia consuetudine chiedo all’intervistato un disco da ascoltare durante la lettura di questa intervista, tu cosa consigli ai lettori di Spettakolo?
Beh dai scelgo due miei dischi, uno dei primi ovvero Dalla sede e l’ultima mia produzione King Divano in modo tale da poter ascoltare anche la mia evoluzione nel tempo!

Partiamo proprio dagli inizi, io ti conobbi tantissimi anni fa con Quando meno te l’aspetti e quella sicuramente era una dimensione differente da quello che sarebbe stato Esa con la sua storia musicale, ma era comunque qualcosa che incominciava ad entrare nelle orecchie della gente…
La vita come il gusto musicale è fatta di momenti e di percezioni, ovviamente la nostra storia musicale ci permette di avere sensazioni differenti del suono, come adesso le nostre saranno sicuramente meno ricettive verso determinati sound che magari attirano un quindicenne verso un altro tipo rap. È tutta un evoluzione normale che si basa sul nostro gusto. C’è stata sicuramente un evoluzione del Rap, oggi senza dubbio questo genere è più intrattenimento e non è più quello dell’Hip Hop della nostra gioventù, dei graffiti sui muri, delle crew, dei Dj. C’è comunque sempre un groove ora grazie al quale i ragazzi possono esprimersi. Anche quando meno te l’aspetti era legato a quello che era il momento musicale nel 1993, era il momento del rap di Fresh Prince di Tribe Called Quest, un rap sicuramente un po’ più allegro. Infatti se pensi a quando abbiamo fatto Dalla sede già trovi quei ritmi evoluti un po’ più cupi fatti di basso e batteria che riempiono, perché quella era la nostra roba, la nostra moda ed il nostro tempo. Ma in ogni epoca musicale sono importanti l’energia ed il groove ed anche oggi ci sono ragazzi che con le parole fanno cose davvero interessanti.

Ci fu un artista che in quel momento stava conoscendo la cresta dell’onda della musica rap italiana, ovvero Frankie hi Nrg che addirittura decise di scrivere un tributo a coloro che secondo lui avrebbero dato la svolta alla musica rap nostrana, i “tuoi” Otierre, e nel suo album Verba Manent che lo lanciò alla ribalta della scena musicale vi dedicò Omaggio tributo riconoscimento
Frankie è stato davvero un grande, ci ha spiegato tantissime cose. Noi eravamo in quel momento delle spugne pronte a raccogliere qualsiasi consiglio e stimolo, ed a Frankie piaceva tantissimo il nostro entusiasmo e ci spronava dandoci una grande mano. Lui ci ha dato tanta fiducia e noi abbiamo fatto del nostro meglio. Ma come lui sono stati importanti anche altri come gli Isola Posse, Ice One e diversi gruppi della scena romana o Dj Gruff solo per citarne alcuni… insomma abbiamo avuto tanto da tutta quella che era la scena di quel tempo.

Comunque nel 1997 arriva un caposaldo della musica rap italiana ovvero Dalla sede, che contiene anche una Hit come Ce n’è nella quale tu lanci un messaggio di coerenza e credo artistico importantissimi perché poi saranno il filo conduttore della tua carriera. Crederci sempre e giocare bene le proprie carte perché scommettere su se stessi non è mai un errore. Io a distanza di anni dico che tu l’hai vinta la tua scommessa, il tuo bilancio qual è?
Beh guarda posso dire di essere rimasto quasi sempre me stesso, cioè mi spiego meglio, non nel variare della mia personalità, ma nel seguire i suoni. C’è stato un momento in cui coi vari Toni Touch, Noreaga, Eminem, Dre… l’hip hop si è spostato anche molto nei club ed io ho seguito un po’ quel trend del momento assieme a Fish, perché oltre le Jam adoravo andare a ballare nei club, ero tornato libero dopo una storia importante (Esa è stato fidanzato molti anni La Pina ndr) e mi sono comunque divertito con una musica un pochettino più spensierata. Però devo dire che abbiamo sempre cercato di mantenere il groove con dei messaggi di positività, anche se talvolta hardcore ma comunque carichi di voglia di far bene. Mi è piaciuto misurarmi con suoni come il Raggaeton e l’ R&B. E’stato anche quello un periodo molto importante per me anche se ora sono tornato con king Divano più sul genere del campionamento con strofe lunghe ed articolate.

Tu hai sempre avuto una grandissima ricerca nel suono tanto appunto da riuscire a spaziare in progetti di diversa struttura…dall’hip hop al raggaeton all’R&B ma anche al funk che è un sound che molti amano, ma come si dice in gergo “devi andartelo a cercare”…
Guarda proprio a proposito di funk, per chi lo ama, consiglio davvero di ascoltare un lavoro che abbiamo fatto assieme a Dj Lato che si chiama Poltergeist e che sicuramente è dell’ottimo funk che può dar gioia alle orecchie degli amanti del genere.

Nel tuo ultimo lavoro King Divano invece, si mischiano tante influenze sonore…
È importante anche per arrivare alle orecchie dei più giovani mischiare un po’ di influenze musicali e trovare un punto d’incontro, in King Divano proprio per questo ci sono collaborazioni di artisti molto differenti ma talentuosissimi come ad esempio Francesco Alsogood, Morbo Tds, Blnkay o Davide Shorty che è giovane e davvero bravissimo, poi lui è particolare perché è un po’ come il suono di Torme coi capelli di Esa! C’è tanto tanto talento e tante influenze sonore. Tanta gente magari non apprezza molto i differenti stili, c’è chi predilige il classico e chi più l’avanguardia, allora io in questo disco ho cercato di concentrare un po’ tutto questo. È un LP che si basa molto sul piacere di incontrarsi e fare musica, ed è ricco di pensieri molto spontanei. È un mix di musica e cultura perché per me è sempre stato importante portare avanti questo tipo di messaggio. L’importante alla fine è fare bene e con entusiasmo il proprio lavoro, la gente ha voglia di divertirsi. La speranza è che il suono arrivi, perché non molti di questi sound passano nei club, però chi lo sa, è bello essere ottimisti pensando al futuro… magari un giorno arriveremo a dare un Premio Tenco per i rapper più bravi a scrivere che magari in questi tempi meriterebbe un artista come Mezzosangue.

È inevitabile una domanda su tuo fratello Tormento, cosa vi unisce musicalmente? Lui ti ha definito più liricista rispetto a lui, nel cui stile invece si sente molto la ritmica dell’influenza di un papà batterista…
Io e Torme abbiamo stili opposti, e già da quando abbiamo iniziato la decisione era quella di andare ognuno per la propria strada artistica senza avere troppa influenza. Difatti lui si è proiettato molto sullo stile west coast mentre io ero maggiormente legato ad uno stile più underground come quello della est coast. Io ho cercato di non avere una grossa influenza musicale su di lui perché è giusto che uno scopra il suo suono per quello in cui si identifica meglio. Diciamo che questa mia scelta di percorrere ognuno la propria strada è stata più che altro per favorire il fatto di poter sviluppare ognuno la propria personalità artistica. Alla fine è stata una cosa utile, è come se fossimo stati figli di due diversi mondi molto amici anche quando un po’in competizione, abbiamo comunque sempre avuto tantissima stima ed abbiamo creato più musica in Italia così dando anche al sound Italiano diversi stili a cui potersi approcciare.

Che poi lui conobbe Fish con il quale fondò i Sottotono grazie a te che glielo presentasti quando non volevi entrasse negli OTR per i suoi problemi scolastici ci ha raccontato…
Esatto questo è un pezzo importante della nostra storia e credo della storia dell’hip hop italiano in generale perché poi nacquero appunto Otierre e Sottotono e tutto quello che ne è conseguito musicalmente. Eravamo due fratelli simili però con due caratteri differenti, io ero un pochino più responsabile, anche per via della maggiore età e mi ero già approcciato al mondo musicale e lui era un po’ più sregolato ma aveva il fascino del ragazzaccio gangsta, anche se era un bravissimo ragazzo… ci siamo davvero divertiti tantissimo, lui era nella parte festaiola, mentre a noi piaceva fare un po’più gli intellettuali.

Concludiamo parlando della tua etichetta, la Capitan Futuro… che progetto è?
È la mia etichetta indipendente con la quale produco qualche cd e qualche vinile tra i quali appunto King divano, abbiamo fatto diverse produzioni anche per giovani artisti emergenti, inoltre mi piace organizzare dei contest per coinvolgere nuovi talenti come Mezzosangue appunto che ti dicevo prima, è un modo di spingere un po’ l’underground restando fuori dai circuiti della classifica che non disdegno, ma nella quale mi identifico particolarmente, ma promuovere comunque qualcosa del mio suono.

CONDIVIDI

Tutti mi chiamano Pillu da pochi giorni dopo la mia nascita, a Roma nel 1980. Musicalmente nasco e cresco nella Black dove mi sono cimentato e mi cimento sia come rapper che come DJ. La musica è una costante nella mia vita e nella mia mente, che fa voli pindarici. Ogni situazione che vivo ha un motivo di sottofondo. Amo ogni genere musicale purchè mi trasmetta qualcosa, che sia Giovanni Allevi o Skrillex, perchè il suono deve colpirmi l’anima ed accompagnarmi nella pellicola che scorre nella mia testa.