#MUSICADIMMERDA, il genere che spopola sul web

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Nei giorni scorsi ho letto un post di Emiliano Colasanti ed ho trovato… tutto molto interessante. Citazione non casuale, questa, perché l’autore del post parte da un assunto piuttosto forte: «Tocca ammetterlo: Rovazzi ha cambiato la musica italiana come forse nessuno aveva mai fatto prima di lui». Insomma, si teorizza addirittura la nascita di un nuovo genere chiamato #MUSICADIMMERDA.
Che non è, chiariamolo subito, caratterizzato da brutte canzoni (o #CANZONIDIMMERDA, per restare in tema). Se ci addentriamo in questi meandri rischiamo di non uscirne più: brutte canzoni ce ne sono a valanghe da sempre, e ultimamente ne vengono scritte e incise sempre di più. È di ieri la notizia che Despacito è il brano più ascoltato di tutti i tempi sul web: 4,6 miliardi di volte. E rimanendo in casa nostra, le canzoni “teribbbili” non si contano. Persino un autore che fino a un annetto fa era tenuto su un palmo di mano si è messo a scrivere robaccia come Riccione, Mi hai fatto fare tardi e L’esrcito del selfie.
No, qui stiamo parlando proprio di un genere a sé stante, la #MUSICADIMMERDA appunto; i cui testi si basano su frasi fatte del linguaggio giovanile, mentre le basi musicali di norma sono rubacchiate da hit EDM minori – insomma, dance all’acqua di rose, che poi è il tipo di musica che più attrae i millenials.
«Fino al successo roboante di Andiamo a comandare», scrive Colasanti, «nella musica italiana del nuovo millennio c’era un vuoto. Un vuoto che forse sarebbe stato il caso di non colmare». Poi è arrivato quel brano a suo modo geniale per come è costruito, che «rappresenta la pietra angolare su cui tutta la nuova #MUSICADIMMERDA si basa».

#MUSICADIMMERDATutte le canzoni in questione si basano su un insieme di meme: il meme è una sorta di tormentone che si diffonde in modo virale e spontaneo sul web. Può essere un’immagine, una frase, un video, una foto. Spesso è divertente, altre volte stupido. Ma genera sempre un numero spropositato di condivisioni sui social.
Riguardo Andiamo a comandare, Colasanti fa l’esempio della strofa che dice Faccio i selfie mossi alla Gué Pequeno. Per la stragrande maggioranza una frase priva di senso, al massimo un simpatico nonsense. Invece la maggior parte dei millenials conosce perfettamente l’aneddoto che ha generato questa strofa: i famosi youtuber Matt e Bise incontrano per caso Gué Pequeno in stazione Centrale a Milano, gli chiedono di farsi una foto insieme e vengono trattati con sufficienza da Gué che prima quasi non li caga, poi si concede con riluttanza senza abbassarsi e comparendo tagliato nella foto. Al secondo tentativo scatta la foto in fretta, muovendo la mano per farla venire mossa, quindi inutilizzabile.

#MUSICADIMMERDATutto questo viene raccontato in un post ricco di dettagli sulla pagina Facebook di Matt e Bise, post che contiene una chiosa stupenda: «Gué sei un POVERACCIO (il tutto maiuscolo è nella versione originale), ma non di soldi, d’animo!».
Insomma, quella che per la maggior parte degli ascoltatori era una frase incomprensibile, per la cosiddetta generazione “fidget spinner” (è il gioco dell’anno, quello che tutti i ragazzini posseggono) è stata una sorta di parola d’ordine che inconsciamente li ha fatti sentire parte di un club esclusivo (però aperto a molti).

#MUSICADIMMERDAIn realtà Rovazzi non è stato il primo a percorrere questa strada. Già prima del 2010 c’erano stati vari tentativi. Nel 2007 era stato pubblicato il libro Il Deboscio. Frangetta e altri profili poveri, che descriveva vari stereotipi milanesi. Qualche tempo dopo quel collettivo realizzò la canzone Milano is burning, che ottenne un discreto successo.
#MUSICADIMMERDAPoi c’è stato il gruppo Il Pagante (foto in apertura), che ha iniziato come pagina Facebook nel 2010 e, dopo varie evoluzioni, ha fatto diventare la musica il suo core business (ormai hanno inciso oltre una dozzina di pezzi, dall’iniziale #sbatti, datata 2013, alla più recente Too much).
Però erano casi molto radicati nella realtà milanese. Invece con Rovazzi la situazione è diventata nazionale. Nota ancora Colasanti: «Frangetta era sì la madre di Andiamo a comandare, ma quello che mancava era proprio la faccia giusta al momento giusto nel posto giusto. Il personaggio capace di traghettare la #MUSICADIMMERDA verso le masse, quelle vere, quelle grosse. Il volto capace di fare breccia nel cuore dei bambini, che lo vivono come una specie di personaggio dei cartoni animati ma in versione reale, e rassicurare gli anziani. Il bravo ragazzo. Il nerd senza tatuaggi. Lo sfigato a cui volere bene. Rovazzi, appunto».
Insomma, questo ragazzo nato a Milano 23 anni fa è stato un vero e proprio cavallo di Troia. Grazie (si fa per dire!) a lui è esplosa la #MUSICADIMMERDA e ora dobbiamo sorbirci queste canzoni che spesso nascono con un intento parodistico (sottolineato soprattutto nei video), ma che non sono nemmeno lontane parenti della genialità degli Skiantos, dei Righeira o di Elio e le Storie Tese.
Resta il fatto che ormai sono in tanti a spopolare sul web, sono decine le canzoni riconducibili al genere #MUSICADIMMERDA e, pur senza toccare le vette dei brani di Rovazzi (Andiamo a comandare su YouTube ha totalizzato 141 milioni di visualizzazioni, Tutto molto interessante è a quota 116 milioni e Volare a 58), fanno registrare risultati tutt’altro che disprezzabili, spesso plurimilionari.
Di seguito ecco 10 canzoni catalogabili nel genere #MUSICADIMMERDA. Tra parentesi c’è la data in cui sono state caricate su YouTube e a seguire il numero delle visualizzazioni “fotografato” nel momento in cui ho scritto questo post.

Baila come El Papu de Gli Autogol ft. Papu Gomez (5 maggio 2017: 16.957.998 visualizzazioni) (foto in chiusura)
Mooseca di Enrico Papi (27 aprile 2017: 11.765.247 visualizzazioni)
Scusate per il disagio di Amedeo Preziosi, Riccardo Dose, Awed (prod. Dj Matrix & Paolo Ortelli) (30 giugno 2017: 6.068.912 visualizzazioni)
Too Much de Il Pagante (14 giugno 2017: 4.038.268 visualizzazioni)
Saluda Andonio di Angelo Jay & Jasper (9 giugno 2017: 2.869.702 visualizzazioni)
Si sboccia poveri di Gordon (14 settembre 2016: 1.525.398 visualizzazioni)
È tutto un trash #puoaccompagnaresolo di Karmin Shiff, William Solo (3 luglio 2017: 893.183 visualizzazioni)
Enjoy (un caxxo) di Danti (prod Marnik) (17 marzo 2017: 616.604 visualizzazioni)
La gang non s’infama di Svapo Gang (29 giugno 2017: 356.377 visualizzazioni)
Come Bobo di Chiamarsi Bomber (26 maggio 2017: 227.964 visualizzazioni)
BUNUS TRACK: Le focaccine dell’Esselunga di OEL (il video è stato messo soltanto ieri, 20 luglio 2017, ed è già stato visto 94.150 volte. Ma crescerà parecchio, purtroppo!)

#MUSICADIMMERDA

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".