Joss Stone, unica data italiana al No Borders Music Festival

L’ex enfant prodige della musica britannica di estrazione black soul, impegnata socialmente e vegetariana convinta, è in tour ormai dal 2014 con l’obiettivo di toccare tutti i Paesi del globo. Nella stessa rassegna anche Editors, Parov Stellar, Roy Paci & John Lui, Carmen Consoli e Vinicio Capossela

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Sarà Joss Stone, unica data italiana, il fiore all’occhiello della 22. edizione del No Borders Music Festival al via il 27 luglio sui monti del Friuli Venezia Giulia con i suoi nove concerti e i due workshop ospitati da cinque dei luoghi più suggestivi del Tarvisiano.

La tappa tricolore del Total World Tour andrà in scena il 28 luglio prossimo in piazza Unità a Tarvisio (inizio alle 21.15, in caso di maltempo il palco sarà allestito nel locale palasport) con prevedibile massiccia affluenza, vista la collocazione transfrontaliera della località turistica, anche dalle attigue Austria e Slovenia.

L’evento, organizzato da Zenit srl e Bpm Concerti, in collaborazione con il Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Agenzia PromoTurismoFVG, è inserito nell’ambito di No Borders Music Festival 2017 che prevede anche gli show, stesso palco e stessa città, la sera precedente in occasione dell’inaugurazione, dei britannici Editors alla prese con l’unica data nazionale da headliner. Il programma della rassegna annuncia per il successivo 30 luglio il concerto di Parov Stellar, nonché le opportunità gratuite il 5 agosto di buon mattino ai laghi di Fusine con Roy Paci e John Lui, dove il giorno successivo sarà di scena anche Carmen Consoli. Vinicio Capossela è invece atteso, a sua volta, nel primo pomeriggio del 13 al rifugio Gilberti di Sella Nevea.

Rifugio Gilberti – Foto di Simone Di Luca

Affermatasi negli anni come una tra le principali rassegne musicali nell’intero Nordest, valorizzando la musica quale forma culturale oltre i confini e proponendo concerti interessanti e originali con protagonisti i migliori nomi della scena internazionale, quella friulana si regala dunque uno degli show dell’interminabile tour che Joss Stone, baby rivelazione dai piedi scalzi e dalla voce nera, ha intrapreso già nel 2014 con l’obiettivo di toccare tutti i Paesi del mondo. Protagonista di un clamoroso esordio ancora 13enne, vincendo il talent show della BBC Star for a Night, tre anni più tardi ha stupito tutti con l’album The soul sessions, capace di vendere uno sproposito di copie in barba a un’anomala qualità per il pubblico generalista e un indubbio coraggio espressivo. La cantautrice britannica (ben più ispirata come interprete, per la verità, che come creativa…) ha poi faticato a ripetersi sugli stessi livelli, andando a caccia di soluzioni forse meno sincere e qualitative ma, in questo premiata, ben remunerative e gradite da platee disimpegnate alla luce delle cinque nomination ai Grammy (vittoria nel 2007 come Best R&B Performance), dei due Brit Awards e soprattutto dei 12 milioni di album piazzati in tutto il mondo. Di quel cuore soul che aveva illuso molti appassionati di scuola Stax e Motown, in seguito, non è rimasto molto in sala d’incisione, ma è soprattutto in versione live che l’ormai trentenne Jocelyn Eve Stoker (questo il suo vero nome all’anagrafe di Dover) riesce a esprimersi nella maniera più incisiva, originale e profonda. Impegnata in numerose iniziative benefiche, vegetariana convinta, forte di una bellezza che emerge massiccia soprattutto quando appare più naturale e disincantata, può contare su una voce che emerge perentoria soprattutto nell’interpretazione di cover di livello assoluto (e non necessariamente inflazionate). L’esperienza con i SuperHeavy al fianco di Mick Jagger e Dave Stewart, le ha lasciato in eredità soprattutto la collaborazione con Damian Marley che, nell’ultimo album della Stone (Water for your soul del 2015) appare in qualità di ospite e coproduttore, portando pesanti influenze reggae che si affiancano a quelle soul e r’n’b che, accantonando le inutile parentesi smaccatamente pop e soft rock, ne caratterizzano gli apici espressivi.

Tigre da palcoscenico, è in grado di trasformare un grande palco nell’angolo di un polveroso club (detto in senso buono…) e le sezioni acustiche dei suoi show regalano ulteriori emozioni da jam session anche ai palati più smaliziati ed esigenti.

Vogliate gradire!

 

PROGRAMMA del NO BORDERS MUSIC FESTIVAL 2017:

27/7 – ore 21:15 – EDITORS @ TARVISIO, Piazza Unità

28/7 – ore 21:15 – JOSS STONE @ TARVISIO, Piazza Unità

29/7 – ore 10:00 – WORKSHOP con Alberto Busettini @ TARVISIO, Chiesa Sant’Antonio

30/7 – ore 9:00 – WORKSHOP con Alberto Busettini @ TARVISIO, Rifugio Zacchi

30/7 – ore 21:15 – PAROV STELAR @ TARVISIO, Piazza Unità

5/8 – ore 8:30 – “PHONOLAKE” con ROY PACI & JOHN LUI @ TARVISIO, Laghi di Fusine

6/8 – ore 14:00 – CARMEN CONSOLI @ TARVISIO, Laghi di Fusine

13/8 – ore 14:00 – VINICIO CAPOSSELA solo @ SELLA NEVEA, Rifugio Gilberti

18/8 – ore 20:45 – OTETTO LUSSARI @ TARVISIO, Monte Lussari

26/8 – ore 14:00 – DORO GJAT + PLAYA DESNUDA @ CAMPOROSSO, Val Bartolo

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Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai cinque lustri abbondanti di attività sulle spalle tra carta stampata, video e radio. Studioso di “popular music”, nonché autore di una monumentale tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa (Sociologia della musica: Il rock e la comunicazione tra fan), tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate a Bruce Springsteen (quasi tremila gli iscritti allo specifico gruppo Facebook ‘All the way home’) o ad atleti di prestigio. Già responsabile di uffici stampa nelle massime categorie sportive nazionali, attivo nel mondo del volontariato, è specializzato anche nella promozione di rassegne musicali ed eventi sportivi. È vicepresidente vicario dell’USSI FVG. Una casa letteralmente invasa da migliaia di vecchi vinili, musicassette, cd, stampe, locandine, foto e libri specializzati (tutto classificato con maniacale precisione…). Le sue opinioni costituiscono il sunto di quasi trent’anni di ascolto critico, archiviazione metodica, viaggi sgangherati e una caccia spasmodica alla “scaletta perfetta”.