Intervista con Azzurra Caccetta, l’artista salentina scelta da Roger Waters per i suoi video   

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Lo scorso 2 giugno è uscito il nuovo album di Roger Waters, Is This the Life We Really Want? Per promuovere questo atteso ritorno discografico sono stati realizzati due filmati promozionali, firmati dal bassista in collaborazione con il regista Sean Evans. Il primo è relativo alla canzone The Last Refugee, mentre di recente è stato presentato un sequel del primo video, relativo alla canzone Wait For Her. Protagonista dei due corti, un’artista italiana, Azzurra Caccetta, che ci ha raccontato questa importante esperienza artistica.

Chi è Azzurra?
Sono “Uno, Nessuno, Centomila…”, soltanto che, a differenza del protagonista del romanzo pirandelliano, io credo che nel mio nome sia racchiusa la mia essenza.

Cosa racconta il video di The Last Refugee?
Il corto narra la storia di una rifugiata, la quale dopo essere sopravvissuta alla furia del mare, trova rifugio in un antico edificio abbandonato. Sopraffatta dalla miseria e da un profondo senso di desolazione, esegue una danza: la stessa danza con cui si esibiva quando conduceva una vita “normale”. A farle compagnia, la bambola di pezza che apparteneva alla sua bambina annegata in mare. Così come narrano i versi della canzone: “And I dreamed I was saying goodbye to my child…”, nella seconda parte del corto la rifugiata sogna/immagina di andare incontro alla sua bambina che gioca sulla spiaggia. Quando la rifugiata raggiunge la riva, della sua bimba è rimasta solo la bambola di pezza…

Azzurra Xaccetta

Conoscevi già la musica di Roger Waters e dei Pink Floyd?
Si la conoscevo, ma adesso la sto approfondendo. I Pink Floyd sono legati alla mia infanzia, per cui oggi il mio approccio alla loro musica e soprattutto a quella di Roger Waters è notevolmente diverso. Al momento, Is This the Life We Really Want? fa da colonna sonora alle mie giornate e a quelle del mio compagno.

Come e quando sei stata contattata per il video The Last Refugee?
Sono stata invitata (insieme ad altre decine di ragazze) al provino per il corto da un Casting Director al quale la mia agente mi aveva precedentemente proposto. La mattina seguente il provino sono stata richiamata per un call back. Il giorno successivo ho ricevuto la conferma che ero stata scelta per il ruolo. Tutto ciò è accaduto lo scorso aprile.

Sean Evans è il regista di The Last Refugee e anche del famoso film-concerto Roger Waters The Wall. Raccontaci l’esperienza di lavorare con lui.
È stata un’esperienza straordinaria. Sean Evans è un perfezionista!

Dove è stato girato il video?
Le riprese degli esterni sono state fatte sulla spiaggia di Camber Sands, mentre quelle degli interni in un antico edificio nella periferia di Londra.

Era presente anche Roger Waters?
No.

Prima di girare le scene ti sarà stato illustrato di cosa parla la canzone e cosa volevano tu facessi durante le riprese. Ci racconti questo momento della lavorazione?
Ero a conoscenza di ciò che avrei dovuto interpretare da prima di arrivare sul set. Prima delle riprese il regista mi ha spiegato che l’idea per il corto prendeva spunto dalla terribile vicenda di Alan Kurdi, e che lo scopo prefissatosi era quello di dare vita ad un video musicale che avesse un significato, uno spessore, un senso.

Azzurra Caccetta
Foto di Barbara Ledda

Quello dei rifugiati è un dramma terribile; il nostro paese e le regioni del Sud in particolare stanno dando il massimo per fornire i primi soccorsi alle migliaia di persone che arrivano sulle nostre coste in situazioni disperate. Il numero di quelli che non ce la fanno è altissimo. Hai pensato che il tuo volto possa rappresentare queste persone e magari riuscire a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, aiutando quanti si troveranno in quella situazione ad avere un futuro migliore?
Non ho pensato ad altro che a questo. Prima e durante le riprese il mio lavoro attoriale è proprio consistito nell’immergere tutta me stessa in una condizione di assoluta disperazione e vuoto interiore. Ho provato intensamente ad immaginare come ci si potesse sentire ad aver perso tutto e ad essere rimasti soli al mondo. Il mio cuore era soprattutto con tutti quei bambini ai quali il destino ha negato il diritto alla felicità. Spero con tutta me stessa di aver contribuito con la mia interpretazione ad aver indotto gli animi alla compassione. Così come Roger Waters ha dichiarato in un’intervista: “Se perdiamo la capacità di empatizzare con il nostro prossimo, non possiamo considerarci esseri umani…”.

Quanto tempo ci è voluto per preparare il video e quando hai potuto vedere la versione “finita” del video?
Le riprese sono durate due giorni. Il video è stato pubblicato lo scorso 18 maggio.

In The Last Refugee interpreti magistralmente le due figure principali, la donna che soffre la condizione di rifugiata e la ballerina che danza liberamente nel suo vestito di scena. A quale delle due ti sei sentita più vicina?
Ad entrambe in egual misura: sono un’attrice/danzatrice, ma anche una persona che è stata educata a nutrire un profondo senso di compassione nei confronti della sofferenza altrui.

Dal 18 maggio ad oggi il video ha ricevuto oltre un milione di visualizzazioni su YouTube e per ogni nuovo concerto di Roger Waters migliaia di fan possono ammirarlo come proiezione sul palco. Che effetto fanno questi “grandi numeri”?
È per me un grandissimo onore!

Sei salentina e in questi giorni alcune testate giornalistiche pugliesi hanno evidenziato in diversi articoli le tue origini. Quanto è faticoso dover emergere dal punto di vista professionale nel Sud dell’Italia? Senti che le tue origini siano così importanti nel tuo lavoro?
Devo alle mie origini la mia passionalità e la mia profonda malinconia, di cui il mio stile è largamente impregnato. Credo che il Sud Italia sia un luogo incantato e incantevole ma sin da giovanissima ho desiderato fortemente di poter vivere e lavorare all’estero. Ho sempre considerato fondamentale per la mia crescita personale ed artistica, avere la possibilità di venire a contatto con persone appartenenti ad altre culture. Londra mi sta offrendo ampiamente questa opportunità.

Quali sono state le reazioni di Roger Waters al video?
Mi è stato detto: “He was thrilled!”.

Azzurra Caccetta

C’è un’infinita diatriba tra i fan di Waters e quelli di Gilmour. Nel 2015 per il video The Girl In The Yellow Dress di Gilmour è stata coinvolta una ballerina italiana, Giulia Dotta, famosa in Inghilterra per aver lavorato nella versione “locale” di Ballando con le stelle. Due anni dopo un’altra ballerina italiana diventa protagonista del video di Waters. Curiosa coincidenza, non trovi?
Non ero a conoscenza del fatto che la protagonista di The Girl In The Yellow Dress fosse italiana. Non credo assolutamente che ci sia alcuna relazione tra la scelta fatta da David Gilmour e quella fatta da Roger Waters.

Dobbiamo attenderci una nuova collaborazione tra te e Waters?
Ho avuto l’immenso piacere di collaborare anche alla creazione del corto Wait For Her, pubblicato il 19 luglio.

Ecco il video di The Last Refugee.

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Storico, biografo e collezionista dei Pink Floyd, a partire dal 1986 cura la fanzine “Interstellar Overdrive”, collaborando con altre pubblicazioni periodiche italiane e straniere. Fa parte del collettivo "The Lunatics", che ha pubblicato tre libri per Giunti. Collabora con Suono e Prog Italia e partecipa attivamente a numerosi siti dedicati ai Pink Floyd.
  • Marino Dotta

    Bello! 🙂

  • Bianchi Cesare

    Grande Nino !