Alfred Hitchcock: capolavori in bianco e nero

Dal 29 luglio al 6 agosto nove film del maestro del brivido allo Spazio Oberdan di Milano

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Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate! affermava il grande Alfred Hitchcock indagatore dell’ambiguità della natura umana condizionata dal sesso, dal senso di colpa e dal desiderio di redenzione. L’Hitchcock touch, che mai nessuno è mai riuscito a imitare, lo ritroveremo nei nove film in programma al Cinema Spazio Oberdan di Milano dal 29 luglio al 6 agosto. Nove pellicole rigorosamente in bianco e nero nelle quali sir Alfred ci mostra cosa vuole dire creare la suspence, quella capacità di sorprendere lo spettatore e di emozionarlo coinvolgendolo nell’attesa di qualche cosa che deve accadere, ma senza sapere quando. Sottovalutato per anni dalla critica più rigorosa che lo accusava di realizzare un cinema privo di contenuti (Mr. Hitchcock quale è il messaggio dei suoi film – era la domanda ricorrente alla quale lui rispondeva ironicamente – i messaggi li consegno solo al postino) è stato giustamente rivalutato soprattutto dopo la lunga intervista concessa a Francois Truffaut il 13 agosto 1962, trasformata in una pubblicazione che ha cambiato anche il concetto di cinema. La rassegna inizia il 29 luglio con Psyco, 1960, uno dei suoi più grandi successi celebre per la sequenza della doccia nella quale la protagonista Janet Leight è uccisa a coltellate. Il 30 luglio il programma propone La signora scompare, 1938, la sparizione su di un treno di una simpatica vecchietta inglese che in realtà è un agente segreto e Il club del trentanove (il 6 agosto), 1935, dal romanzo di John Buchan, una vicenda di spionaggio a Londra nella quale è coinvolto un canadese. Il 1° agosto tocca a L’ ombra del dubbio, 1943, storia di una ragazza spaventata dall’arrivo in casa sua di uno zio giramondo che in realtà potrebbe essere un killer di vedove. Seguono il 2 agosto Il sospetto, 1941, le paure di una timida giovane aristocratica convinta di aver sposato un assassino e il 3 Notorius, 1946, la missione segreta di una ragazza di nome Alice inviata a Rio de Janeiro per smascherare un agente nazista sfuggito alla cattura. Venerdì 4 vedremo Rebecca la prima moglie, 1940, vicenda di un ricco vedovo ossessionato dal ricordo della defunta sposa che porta all’altare una fanciulla di umili origini. L’improvviso ritrovamento del cadavere di Rebecca riemerso dal mare farà salire la tensione.  Sabato 5 agosto è la volta di Delitto per delitto tratto dal romanzo di Patricia Highsmith e incentrato sull’incontro casuale in treno di due uomini che meditano di uccidere le rispettive consorti. Il ciclo termina il 6 con Io ti salverò, 1945, secondo Truffaut il più bel film di Hitchcock con le scenografie suggestive di Salvador Dalì.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.