Venezia 74. Ecco i film in concorso

Il programma della 74ma Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

50
0

Vi fareste ridurre per il bene dell’umanità? Non i consumi: proprio la misura. Cioè, vi fareste rimpicciolire? Lo fa Matt Damon d’accordo con sua moglie in Downsizing di Alexander Payne, commedia anomala (satira e fantascienza) scritta con lo sceneggiatore di fiducia Jim Taylor. Poi però qualcosa va storto. Questa “riduzione” apre la 74ma Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, direttore Alberto Barbera, dal 30 agosto 9 settembre: Dunkirk in pre-concorso all’Arsenale, giuria presieduta da Annette Bening (prima donna dal 2006) e (parola di Barbera) “una nouvelle vague italiana” . Anzi, parola d’ordine “Quello che deve ancora avvenire”.
Ed ecco un po’ di titoli in concorso.
Ancora Matt Damon: in annata 1959, nella idilliaca comunità di Suburbicon dove si cela un groviglio di serpi. Dirige George Clooney, per la quinta volta in collaborazione coi fratelli Coen: il film era stato scritto subito dopo Blood Simple, e Clooney disse a suo tempo che era esilarante perché lui veniva picchiato a morte con un crick.
Human Flow il documentario dei documentari sulle migrazioni diretto dall’artista cinese Hai Weiwei. Mother! di Darren Aronovsky, altro thriller dei suburbi, con un manifesto di Jennifer Lawrence in versione Sacro Cuore (nel senso che il cuore sanguinante ce l’ha in mano…). The Shape of Water dove Guillermo Del Toro riprende la sua formula “la-Storia-spiegata-con-il-Fantasy”: stavolta tocca alla Guerra Fredda con uomini anfibi prigionieri in serbatoi d’acqua di laboratori segreti dell’esercito.  La villa in cui Robert Guediguian sconvolge gli ultimi giorni di vita di un uomo. L’insulte di Ziad Doueuir, dove un cristiano libanese che annaffia i fiori dalla terrazza apre un conflitto con il  palestinese del piano di sotto. The Third Murder di Koreeda Hirokazu in cui a distanza di trent’anni un uomo confessa la ripetizione dello stesso delitto. Sweet Country del primo regista aborigeno Warwick Thornton.
E ancora: First Reformed di Paul Schrader su un cappellano militare devastato da un lutto che incontra la moglie di un suicida.
I Manetti Bros che mettono in musical Ammore e Malavita. Three Billboards Outside Eebbing, Missouri di Martin McDonagh, con Frances McDorman che dopo l’assassinio di sua madre mette tre cartelli giganti per il capo della polizia Woody Harrelson. Mektoub My Love: atto Uno di Abdellatif Chechiche sullo scrittore Amin indeciso tra amore e carriera. Ella & John The Leisure Seeker, il film americano di Paolo Virzì con Donald Sutherland in preda alla demenza senile e Helen Mirren in fuga da figli e dottori in un on-the-road liberatorio.
Altri Italiani: Una famiglia di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel che mimano una famiglia fino a che la finzione funziona…Hannah, di Andrea Pallaoro con Charlotte Rampling e André Wilms sulla  perdita di identità di una donna e, in apertura di Orizzonti, Nico 1988 di Susanna Nicchiarelli, con  la danese Trine Dyrholm della Comune di Vinterberg che incarna nei suoi ultimi anni Christa Päffgen, in arte Nico, ex cantante dei Velvet Underground ed ex frammento felliniano della Dolce vita .
Nella sezione fiction Our Souls at Night, film Netflix di Ritesh Batra, accompagna il Leone alla carriera di Jane Fonda e Robert Redford (nella finzione, vedovi che uniscono le loro solitudini) e Victoria and Abdul di Stephen Frears, la storia d’amore (casto) tra la Regina Vittoria e il suo segretario indiano Abdul Karim (The Munshi, in urdu “colui che insegna”). E infine il docu di un gigante del genere, Frederick Wiseman: Ex Libris – The New York Public Library. In chiusura di festival, anzi, in coda, il grande ritorno di Takeshi Kitano con l’ennesimo film sulla cosmogonia della Yakuza. Titolo? Outrage coda.

 

 

Kakeshi “Beat” Kitano con Outrage coda.

CONDIVIDI
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori