Marco Masini a Ostia antica: un concerto sul tempo in un luogo senza tempo

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Il sole scende dietro la fantastica cornice del Teatro degli scavi di Ostia Antica, rendendo magica l’atmosfera, mentre la brezza marina arriva a dare tregua dalla calura estiva che opprime Roma da settimane.
Il luogo in cui ci troviamo è decisamente suggestivo, e ritrovarsi a vedere un concerto in un contesto del genere richiama ovviamente alla memoria posti magici, pieni di storia e di storie, come Pompei.
Queste pietre e questo palcoscenico si portano dietro il peso di oltre duemila anni di storia e i fantasmi della Roma Antica aleggiano nell’aria, della gente che ha vissuto questi luoghi e degli attori che hanno calcato questa scena, magari recitando le opere dei grandi drammaturgi greci.

Tornando al presente, la città moderna inizia a svuotarsi, la gente parte per le ferie, ma sono circa 1.500 le persone che affollano il teatro per la tappa romana del tour estivo di Marco Masini.
Tutto lo spettacolo si basa sul concetto che è lo stesso dell’album, Spostato di un secondo, e del quale abbiamo parlato anche nell’intervista di qualche giorno fa (clicca qui per leggerla), ovvero come sarebbero diverse le nostre vite e le nostre scelte se potessimo vivere spostati di un secondo per poterle affrontare con maggiore consapevolezza.
E a ribadire il concetto durante l’arco di tutto il concerto ci pensano i tre schermi sul palco, che spesso partono con un countdown che si ferma sempre ad un secondo dallo zero, ad enfatizzare il concetto.

L’inizio è affidato completamente alle canzoni del nuovo lavoro: Nel tempo in cui sono tenuto a restare (con il cantautore che appare in scena solamente alla fine della canzone, entrando dalla platea), Ma quale felicità, Spostato di un secondo e Tu non esisti, ultimo singolo estratto dall’album.
Si riavvolge il nastro dei ricordi e si torna indietro nel tempo per una lunga carrellata di grandi successi, spesso riarrangiati nella nuova veste elettro-pop per allinearsi al nuovo sound: arrivano così brani storici come Il niente, Cenerentola innamorata, più la chicca Frankenstein, tratta da Il cielo della vergine (1996).
C’è anche spazio per un lunghissimo medley formato da ben sette canzoni: A cosa pensi, Cuccioli, Perchè lo fai?, La libertà, Raccontami di te, L’amore sia con te e Principessa.
Ci sono solo due brani che non convincono in questo nuovo “vestito elettronico”, uno vecchio e uno nuovo, ed entrambi per lo stesso motivo: Dal buio e Signor Tenente, infatti, con questo tappeto musicale perdono tutta la loro intensità e drammaticità (e per quest’ultimo l’avevamo notato già sul palco di Sanremo, e ne abbiamo avuto ieri sera la riprova dal vivo) e non risultano efficaci come nelle versioni originali.
Dopo All’altro capo di un filo, altro estratto dall’ultimo album (saranno sei, in totale, le canzoni presentate live tratte da Spostato di un secondo), l’ultima parte del concerto è una carrellata in sequenza di successi, che si apre con Che giorno è, presentata al Festival del 2015, mentre successivamente Marco si sposta al pianoforte ed intona Caro babbo, per poi rendere un giusto tributo ad ogni musicista che lo accompagna in questo tour eseguendo con ognuno di essi un brano in coppia. E così arrivano Le ragazze serie con Alessandro Magnalasche alla chitarra acustica, Disperato con Stefano Cerisoli alla chitarra elettrica, Malinconoia con Antonio Iammarino al pianoforte, Ti vorrei con Danilo Fiorucci al basso e Fuori di qui con Massimiliano Agati alla batteria (per questo brano elettronica).
Gran finale con L’uomo volante, canzone che segnò il ritorno e la rinascita di Masini grazie alla vittoria a Sanremo nel 2004, Bella stronza, e l’immancabile Vaffanculo, cantata a squarciagola dal pubblico che nel frattempo si è portato in massa sotto il palco.
Una breve pausa e altri due brani arrivano a chiudere due ore e mezza di musica: T’innamorerai e Ci vorrebbe il mare, quest’ultima eseguita da solo al pianoforte.
Quantomeno curioso il finale, se ci si ferma un attimo a pensare che una volta qui il mare ci arrivava davvero, mentre poi in duemila anni la costa si è spostata un po’ più in là.
Ancora una volta il tempo, il grande filo conduttore, che cambia le cose, il paesaggio, e con cui non possiamo scendere a compromessi di alcun tipo, anche se sarebbe certamente molto più facile, e più comodo, vivere… spostati di un secondo.

E come ci fosse un filo che attraversa il tempo, e da quegli attori che si esibivano in questo teatro oltre duemila anni fa ci porta fino ad oggi, Marco Masini è sicuramente degno di calcare quello stesso palcoscenico, con le sue canzoni e le sue storie che ormai ci fanno compagnia da ben 27 anni di carriera, e l’emozione che suscita ogni suo live ne è la motivazione.

Questa la scaletta del concerto:

  1. Nel tempo in cui sono tenuto a restare
  2. Ma quale felicità
  3. Spostato di un secondo
  4. Tu non esisti
  5. Il niente
  6. Cenerentola innamorata
  7. Io ti volevo
  8. E ti amo
  9. Frankenstein / Lontano dai tuoi angeli
  10. Dal buio
  11. A cosa pensi / Cuccioli / Perchè lo fai? / La libertà / Raccontami di te / L’amore sia con te / Principessa
  12. Signor Tenente
  13. All’altro capo di un filo
  14. Che giorno è
  15. Caro babbo
  16. Le ragazze serie
  17. Disperato
  18. Malinconoia
  19. Ti vorrei
  20. Fuori di qui
  21. L’uomo volante
  22. Bella stronza
  23. Vaffanculo
  24. T’innamorerai
  25. Ci vorrebbe il mare
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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".