Springsteen: debutto in teatro?

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Quando nello scorso mese di giugno è uscita la notizia negli USA, subito ripresa dai media italiani, ho deciso volutamente di non darla: 8 settimane di concerti di Bruce in teatro a Broadway. Roba da non crederci, appunto. Ma non ci ho creduto soprattutto perché a lanciare quella bomba (se venisse confermata la notizia avrebbe davvero un effetto devastante su noi fans) è stato il New York Post, quotidiano non proprio tra i più affidabili. Molto popolare e anche molto longevo (è stato fondato nel 1801) ma non sempre attendibile. Anzi, quasi mai.

Poi però… esce sempre fuori un però: innanzitutto non ci sono ancora in giro smentite ufficiali, nonostante già a giugno si giurava sull’infondatezza della notizia (altro motivo per cui non avevo scritto nulla in proposito), ma non da parte del management dell’artista. Poi perché le voci che circolano a New York si sono fatte  più consistenti negli ultimi giorni. Come se non bastasse, ad una prima verifica fatta sul posto, le voci sembrano tutt’altro che strampalate.

Ma procediamo con ordine: il teatro è il Walter Kerr Theatre (246 West 44th Street), un piccolo gioiello da 975 posti di proprietà della Jujamcyn Theaters, società fortemente orientata verso il musical (al momento hanno in cartellone “Groundhog Day”, “The Book of Mormon”, “Kinky Boots”, tutte commedie musicali). La stessa compagnia ha rifiutato alcuni spettacoli per lasciare spazio a Springsteen e vorrebbe iniziare a mettere in moto la macchina operativa. Il problema però è che Bruce non ha alcuna fretta di debuttare a Broadway e soprattutto non ha alcun bisogno di farsi pubblicità. Potete immaginare in quanti secondi andrebbero venduti i biglietti per una simile situazione? Probabilmente meno di 30…

Si parla di 5 spettacoli a settimana per 8 settimane nel prossimo autunno , ovvero 40 serate in cui Bruce leggerebbe alcuni passi della sua autobiografia “Born to Run”,  alternandoli a canzoni che illustrano in maniera significativa i momenti emblematici della sua vita. Il tutto arricchito da aneddoti e racconti personali, come quelli a cui il Boss ci ha abituato nei suoi concerti nel corso degli anni. Dunque uno spettacolo molto intimo, in totale contrasto con i mega-show negli stadi con cui ci ha salutato lo scorso anno,  uno show che sarebbe il logico corollario ad una carriera senza pari e che costituirebbe il massimo per un fan. Sarebbe come avere – più o meno – Bruce nel salotto di casa! Suonerebbe infatti da solo, o al massimo con pochissimi elementi, e la serata assumerebbe veramente i contorni di un incontro tra amici.

Tutti sappiamo che il Boss è un perfezionista, e tutti sappiamo che non ha mai fatto uno spettacolo teatrale (non un concerto, badate bene). Per mettere su uno spettacolo teatrale – soprattutto a Broadway – occorrono  competenze che nemmeno il Nostro forse (al momento) padroneggia fino in fondo. E questo è uno dei motivi per cui gli show – se ci saranno – tardano ad essere annunciati. Bruce sta scrivendo il suo spettacolo ma ha bisogno di tempo per essere sicuro che lo show sia all’altezza delle aspettative. Dopodiché sarà lui stesso a fare l’annuncio ufficiale. A New York c’è già chi suggerisce nomi di autori che sarebbero perfetti per questo tipo di spettacolo (Doug McGrath che ha scritto un musical su Carole King, e Lonny Price, autore e regista di grandi classici come The sunset Boulevard, Urban Cowboy e innumerevoli musical), ma tutto è ancora estremamente riservato, anche su chi potrebbe e/o dovrebbe affiancare Springsteen in questo nuovo lavoro.

Certo è che sarebbe veramente il più bel regalo che Bruce potrebbe fare ai suoi fans, anche se non oso immaginare quanto potrà costare uno dei 975 preziosissimi biglietti… Teniamoci pronti, salvadanaio alla mano, perché la sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo. E rinnoviamo il passaporto.

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Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.