Veneri bionde: Marlene Dietrich e Marilyn Monroe

Dal 1 al 27 agosto al MIC – Museo Interattivo del Cinema omaggio alle due dive che hanno segnato la storia di Hollywood

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Gli uomini preferiscono le bionde? Ne era convinta Anita Loos scrittrice, sceneggiatrice intellettuale snob newyorchese autrice negli anni Venti del racconto ambientato sul “Santé Chief”, il lussuoso treno che collegava Los Angeles a New York, terreno di caccia degli maschi dell’epoca (compresi gli intellettuali) corteggiatori in particolare delle viaggiatrici biondi e avvenenti cui riservavano le loro attenzioni. La graffiante novella venduta in tutto il mondo anche nella Russia dei Soviet, diventerà un film di grande successo Gli uomini preferiscono le bionde per la regia di Howard Hawks interpretato da Marilyn Monroe  erede delle classiche vamp Mae West e Jean Harlow. La Monroe è una delle due veneri bionde protagoniste dell’omaggio che il MIC – Museo Interrativo del Cinema organizza dal 1 al 27 agosto. L’altra venere è Marlene Dietrich diva dalla forte personalità trasferitasi negli Usa nel 1933 dopo l’ascesa al potere di Hitler  dove diventa l’emblema per eccellenza della lotta al nazismo. Una scelta che le costerà cara perfino durante il suo funerale l’8 maggio 1992 tenutosi in un piccolo cimitero alle porte di Berlino  disturbato da un gruppo d’inferociti cittadini berlinesi. La rassegna propone ben ventisei titoli, tredici a testa per le due mitiche star hollywoodiane.  Della Monroe vedremo due film di Billy Wilder A qualcuno piace caldo (1959), Quando la moglie è in vacanza (1955) e due di Howard Hawks, Il magnifico scherzo (1952) e Gli uomini preferiscono le bionde (1953). Poi altre sue indimenticabili interpretazioni, La tua bocca brucia (1952) di Roy Card Baker, Come sposare un milionario (1953) di Jean Negulesco, Niagara (1953) di Henry Hathaway, La magnifica preda (1954) di Otto Preminger, Follie dell’anno (1954) di Walter Lang, Fermata d’autobus (1956) di Joshua Logan, Facciamo l’amore (1960) di George Cukor. Di Marlene  Dietrich il cartellone prevede La taverna dei 7 peccati (1940) di Tay Garnett, L’ammaliatrice (1941) di René Clair, Il viaggio indimenticabile (1951) di Henry Koster e ancora di Josef von Sternberg, il primo regista a notare la grandezza della diva,  il mitico L’angelo azzurro (1930), Marocco (1930), storia d’amore fra una cantante di cabaret e un legionario, Disonorata (1931), Venere bionda (1932), Shangai Express (1932) struggente vicenda di un amore ritrovato e Capriccio spagnolo (1935). Non mancano altri due classici quali L’infernale Quinlan (1958) di Orson Welles e Paura in palcoscenico (1950), di Alfred Hitchcock.  A completare il programma tre documentari: Marlene Dietrich – Her Own Song (2001) di David Riva, gli spettacoli della diva per le truppe alleate; Marilyn Monroe – The finale Days (2001) di Patty Ivins Specht, spezzoni del suo ultimo film mai terminato Something’s Got to Dive e Bert Stern l’ uomo che fotografò Marilyn, il rapporto tra il fotografo newyorchese e la sua musa.

 

 

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.