Un piccolo tributo a Guido Elmi

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Guido Elmi

La musica italiana perde con Guido Elmi uno dei suoi migliori produttori di sempre. Al di là dei gusti personali e del modo che ognuno ha di intendere l’arte, Elmi agli inizi degli anni ’80 ha creduto con forza nel talento di un improbabile ragazzo di provincia e assieme a lui ha costruito un progetto che ora, a distanza di 40 anni, va ben al di là della musica. Purtroppo non ci ho mai lavorato ma tutti i miei colleghi che l’hanno fatto mi hanno raccontato della sua maniacalità nel preparare i dischi e soprattutto i concerti. E se quei concerti erano così tanto pazzeschi… il merito era anche suo.
Fa tristezza pensare che se ne sia andato dopo un evento clamoroso come Modena Park, ma forse è anche un segno che i grandi se ne vanno così, all’apice.
Se ne vanno al massimo.
Chapeau, Guido Elmi.
Niccolò

P.S. Uno dei due video per ricordarlo è ovviamente tratto dal Modena Park di Vasco Rossi. L’altro mi è stato ispirato dalla lettura dell’ultimo suo articolo fatto qui su Spettakolo.it. Elencava una serie di band che stava ascoltando nell’ultimo periodo e una mi colpì un pochino, conoscendo di fama il suo gusto, ma erano i Black Flag. Ed eccoveli.

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Chitarrista e cantautore, nato a Reggio Emilia nel 1978. La sua carriera inizia nel 1996 entrando a far parte del gruppo hard-core Raw Power. Con loro per quattro anni incide un album (Reptile House) e gira Europa e Stati Uniti in tour. Dal 2005 entra a far parte della band di Luciano Ligabue con il quale registra tre dischi (Nome e cognome, Arrivederci mostro!, Mondovisione). Dal 2012 intraprende una carriera solista che annovera due album in studio (QBNB e #SecondoLavoro).