Locarno 70. Drei Zinnen. Edipo in montagna

Lui, lei e il bambino dell'altro. Geloso. Il bambino

34
0

Drei Zinnen
di Jan Zabeil
con Alexander Fehling, Bérénice Bej , Arian Montgomery

Lea è francese, Aaron è tedesco, il bambino di Lea, Tristan, è del primo marito. Il primo marito è una presenza solo telefonica (ma ha regalato un cellulare al figlio, e si sa che i cellulari in mano ai bambini…). La coppia è bella, il bambino ha il classico problema (chi è il mio vero papà e chi sarebbe questo signore che dorme con la mia mamma?), e i tre fanno una bella vacanza in una casetta di tronchi ai piedi delle cime di Lavaredo (Le Drei Zinnen del titolo, terza serata di Piazza Grande). Passeggiate, natura, marmotte che fischiano, esperimenti di convivenza in spazi da rifugio, ovvii problemi di privacy, quasi di sopravvivenza, certamente di gelosia da parte della creatura. Insomma, si sta formando una nuova famiglia. Però certi segni fanno pensare che il piccolo abbia visto molto cinema di Haneke e sia uno specialista nel farti saltare i nervi con infantile arroganza. Dopo un po’ hai quasi la certezza che il nuovo fidanzato di mamma corra dei rischi a portarlo per cime e ghiaioni, infine ne hai la certezza: il piccolo mostro è un concentrato letale di Edipo allo stato puro e dalla gita per veder sorgere il sole si passa al dubbio (per lo spettatore e per il fidanzato) che forse non rivedremo sorgere il sole. L’infanzia non è innocente. E la famiglia diventa un berg-film

CONDIVIDI

Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori