Gli esordi di David Gilmour: dai Jokers Wild all’arrivo nei Pink Floyd

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Tutti conoscono David Gilmour, la chitarra dei Pink Floyd. Come scordare gli assoli di Echoes, Time, Money o Comfortably Numb? Pochi invece sanno di Gilmour prima che diventasse Gilmour.

David Jon Gilmour nasce a Cambridge il 6 marzo del 1946. Figlio di Douglas Gilmour, docente di zoologia all’università di Cambridge e di Sylvia Wilson, insegnante e montatrice per la BBC, da giovane David frequentò la Perse School: sulla stessa strada andavano a scuola Syd Barrett e Roger Waters, che frequentavano la Cambridgeshire High School for Boys.

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I genitori di Gilmour hanno sempre incoraggiato il figlio ad interessarsi alla musica: nel 1954, all’età di otto anni, David acquistò il suo primo singolo, Rock Around the Clock di Bill Haley. L’anno successivo rimase impressionato da Heartbreaker Hotel di Elvis Presley, ma sarà con Bye Bye Love degli Everly Brothers che maturerà il suo interesse per la chitarra elettrica: ne prese in prestito una dal suo vicino, che non restituì mai più, e iniziò a suonare da autodidatta aiutandosi con un libro e con una registrazione di Pete Seeger.

Nel 1962 David iniziò a studiare lingue moderne a livello avanzato presso il Cambridge Technical College e, insieme a Barrett, anche lui iscritto allo stesso college, imparò a suonare la chitarra, durante le pause pranzo concesse agli studenti.

Nel 1962 Gilmour entrò nei Jokers Wild, un gruppo blues-rock di Cambridge: con loro registrò un solo EP (che potete ascoltare qui sotto) e un singolo. Qui conobbe il sassofonista sassofonista Dick Parry, che collaborerà in seguito a molti lavori dei Pink Floyd (sono suoi gli assoli in Money, Us and Them e Shine On You Crazy Diamond).

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David Gilmour (a sinistra) con i Jokers Wild

Nell’agosto del 1965 David viaggiò tra la Spagna e la Francia insieme a Barrett ed altri amici: vivevano alla giornata, suonavano per strada cover dei Beatles, vennero anche arrestati in un’occasione. A causa delle precarie condizioni di vita, Gilmour venne ricoverato in ospedale per malnutrizione. In seguito lui e Barrett se ne andarono a piedi fino a Parigi, e si accamparono poco fuori dalla città per una settimana. Durante questo tempo Gilmour lavorò in vari posti, come autista e assistente dello stilista di moda Ossie Clarck.

Gilmour tornò in Francia nel 1967 con Rick Wills e Willie Wilson, che prima suonavano con lui nei Jokers Wild. Insieme i tre formarono i Flowers, e poi i Bullitt, ma senza ottenere grande successo, e non riuscirono ad ottenere ingaggi. Sempre in Francia Gilmour lavorò come turnista e contribuì alle parti vocali di due canzoni della colonna sonora del film Two Weeks in September, un film con Brigitte Bardot protagonista.

Nel mese di maggio tornò per breve tempo a Londra, alla ricerca di un nuovo equipaggiamento per la sua chitarra. E qui vide i Pink Floyd registrare See Emily Play e rivide il vecchio amico Syd Barrett: rimase shockato dal suo aspetto, quasi da non riconoscerlo. Alla fine del 1967 intanto, nei Pink Floyd, dopo la pubblicazione del primo album The Piper at the Gates of Dawn, Barrett iniziava a dare segni di cedimento ed era chiara la frattura col resto del gruppo: Roger Waters ricorda in un’intervista che Barrett alla fine del 1967 voleva introdurre nel gruppo «due freak che aveva incontrato chissà dove. Uno suonava il banjo, l’altro il sassofono». Una scelta totalmente insensata per il resto della band, a cui va sommato il comportamento totalmente folle di Barrett, sia dal vivo che in studio di registrazione. Waters non tollerava più Syd Barrett e la sua visione di gruppo: «Noi proprio non ci volevamo stare, ed era chiaro che era arrivata la stretta finale», dirà successivamente, intervistato da Connor McNight.

Una sera, sempre a Londra, un giovane Gilmour assistette ad una deludente esibizione dei Pink Floyd, con il solito “problema” rappresentato da Barrett. Dopo il concerto Nick Mason gli propose, quasi segretamente, di unirsi alla band nel prossimo futuro, perché, secondo le parole di Mason, «potrebbe servirci qualcuno».

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L’arrivo ufficiale di David Gilmour avvenne a dicembre: «Mi dissero soltanto: ti va bene? E io risposi di sì, fu semplice».
La BlackHall, che gestiva gli interessi dei Pink Floyd, annunciò l’entrata di Gilmour nel gennaio del 1968, motivata dal desiderio dei Pink Floyd di «esplorare nuovi strumenti e dimensioni ancora più sperimentali nella loro musica». Uno dei primi incarichi affidato a Gilmour fu quello di far finta di suonare la chitarra nel video per Apples and Oranges.

Come reagì Barrett all’entrata di Gilmour nei Pink Floyd? Lo stesso Gilmour ricorda: «era ovvio che ero stato inserito per prendere il suo posto, almeno sul palco. Era impossibile intuire i suoi sentimenti al proposito. Non credo che Syd avesse opinioni del genere». Per un breve periodo i Pink Floyd suonarono nella formazione a cinque, fino a quando un giorno i quattro invece di passare a prendere Barrett prima di un concerto, tirarono dritto verso il locale.

All’inizio comunque il manager Peter Jenner non voleva escludere Syd in tutto e per tutto e pensò di affidargli il compito della scrittura delle canzoni, in modo da tenerlo impegnato e occupato, ma il progetto naufragò. Il 6 aprile 1968 la stampa fu avvertita che Syd Barrett aveva “lasciato” i Pink Floyd. Quel che viene dopo lo conosciamo tutti

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Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.

  • alohaaaa

    In fondo un pò ce l’hanno sulla coscienza … le canzone famose su di lui sono a mio parere ricche di rimpianto. Comunque sia forse era inevitabile impedire il destino triste di Barret. Ehy dont’ tell me there’s no hope as all.