Dustin Hoffman compie 80 anni: i suoi 10 film imperdibili

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Dustin Hoffman

Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film, sosteneva ai tempi del suo primo disco – era il 1984 – Luca Carboni. Oggi che il grande attore americano compie 80 anni possiamo dire che in carriera, forse, qualche film lo ha anche sbagliato; molti, moltissimi sono però i capolavori che figurano nel suo curriculum.

Dustin Hoffman è il “piccolo grande uomo” del cinema, l’attore che per la sua fisicità e per i ruoli interpretati, ha forse più di ogni altro rivoluzionato la sua epoca. Un grande amante dell’Italia fra l’altro (ha perfino prestato il suo volto in due spot italiani), con un’ammirazione sconfinata per Alberto Sordi.

Abbiamo scelto dieci suoi film (ben sapendo di lasciarne fuori di importanti) per celebrare degnamente il suo compleanno: la summa di un percorso incredibile, dieci perle imperdibili per tutti gli amanti del cinema.

10) Rain Man – L’uomo della pioggia (1988) di Barry Levinson. Secondo Oscar per Hoffman, incredibile nell’interpretare un uomo autistico, con una straordinaria abilità con i numeri. Nel cast anche Tom Cruise e la nostra Valeria Golino. Il film vinse complessivamente quattro statuine, compresa quella per il miglior film dell’anno. E portò alla ribalta una malattia allora pressoché sconosciuta al grande pubblico.

9) Alfredo, Alfredo (1972) di Pietro Germi. Trasferta italiana per Hoffman, qui diretto da Germi, alla sua ultima regia. Girato ad Ascoli Piceno, il film vinse il David di Donatello. Nel cast anche Stefania Sandrelli e Carla Gravina. Il film è un lungo flashback, nell’aula di un tribunale, in cui Dustin, un impiegato di banca, chiede il divorzio dall’ossessiva moglie, per poter sposare la nuova compagna. Un tema all’epoca attualissimo, la legge sul divorzio in Italia risaliva infatti ad appena due anni prima.

8) Lenny (1974) di Bob Fosse. Terza candidatura all’Oscar per Dustin, qui nella parte di Lenny Bruce, comico alle prese con l’America puritana e bigotta a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta. Hoffman è perfetto nel restituire l’immagine di Bruce, vero padre ispiratore di intere generazioni di monologhisti.

7) Tutti gli uomini del presidente (1976) di Alan J. Pakula. L’inchiesta giornalistica che portò alle dimissioni di Nixon a causa del celebre scandalo del Watergate. Insieme a Robert Redford, Hoffman è uno dei due giornalisti del Washington Post che indagano sul caso, fino ad arrivare ad uno degli scoop più clamorosi della storia.

6) Il maratoneta (1976) di Jon Schlesinger. Un giovane studente che si allena per la maratona, un criminale di guerra nazista (il grande Laurence Olivier), un fratello che non è quello che sembra: sono questi gli ingredienti di un film che fa parte di diritto della storia del cinema. Indimenticabile la scena della tortura.

5) Tootsie (1982) di Sydney Pollack. Una straordinaria commedia che vede Dustin mascherarsi da donna per ottenere una parte in un’importante serie televisiva. Quinta nomination all’Oscar, per quella che in molti ritengono la sua interpretazione più smagliante.

4) Un uomo da marciapiede (1969) di John Schlesinger. Seconda nomination all’Oscar per Dustin, che qui fa coppia con un quasi esordiente Jon Voight. Il personaggio di “Sozzo”, un italo-americano figlio di un lustrascarpe che vive alla giornata, è indimenticabile. Altrettanto indimenticabile il finale sulla corriera. L’America dei perdenti, quella che fino ad allora il cinema non aveva mai osato raccontare.

3) Il piccolo grande uomo (1970) di Arthur Penn. Un altro personaggio indimenticabile, quello di Jack Crabb, che all’età di 121 anni racconta ad un giornalista la battaglia di Little Big Horn e tutta la sua vita. L’incredibile storia di un ragazzino bianco allevato da una tribù di Cheyenne e poi tutti i passaggi successivi, fino all’incontro finale con Cotenna di Bisonte, l’anziano sciamano che lo aveva preso sotto la sua ala durante gli anni della gioventù. La storia vista da un’altra angolatura.

2) Kramer contro Kramer (1979) di Robert Benton. Il primo Oscar per Hoffman, qui in coppia con Meryl Streep (a sua volta premiata con la statuetta). Al centro del film c’è il divorzio tra i due protagonisti e l’impatto che la separazione ha sul figlio della coppia. Con tanto di battaglia legale, dopo un lungo periodo di assenza della madre, per l’affidamento del bambino. Oscar anche come miglior film dell’anno. All’epoca rivoluzionario.

1) Il laureato (1967) di Mike Nichols. Hoffman interpreta la parte di un giovane tormentato, che prima intreccia una relazione con la signora Robinson (Anne Bancroft), di vent’anni più vecchia di lui, e poi si innamora della figlia Elaine (Katharine Ross). Leggendaria la colonna sonora di Simon & Garfunkel. Questo film fruttò all’attore la prima nomination all’Oscar e lo fece diventare di colpo una star.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.