Locarno 70. Madame Hyde è una fulminata

Professoressa colpita dal fulmine diventa elettrica e elettrizzante, ma non troppo

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Madame Hyde
di Serge Bozon
con Isabelle Huppert, Romain Duris, Patricia Barzyk

È ovvio che se c’è una Madame Hyde (è in Concorso Internazionale) c’è anche una dottoressa Géquil, tanto per stare in linea con il racconto di Stevenson (Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde), ma più che il rapporto tra Bene e Male qui il regista Bozon sembra interessato a una variante sociologica, aggiornata e surreale, di Le folli notti del dottor Jerryll  con Jerry Lewis, e di Il professore matto con Eddie Murphy. Solo che l’insegnante di tecnologie in una scuola multietnica francese che sembra fatta su misura per far imbestialire i razzisti è la consueta Isabelle Huppert tra il robotico e l’imperturbabile. I ragazzi in prevalenza figli di immigrati, bulli e arroganti la maltrattano e lei dopo essere stata fulminata, cioè proprio colpita da un fulmine, certe notti diventa una donna di fuoco difficile da avvicinare (ti arrostisce con l’alta tensione), ma sicuramente più elettrizzante nella vita professionale e in quella sessuale. Ovvero, il Bene è consolante, ma il Male dà più soddisfazioni anche se non è bello dirlo. Il film è così surreale (unico effetto speciale la prof che diventa elettrica passando al negativo) che a volte sembra solo un brutto film sulle brutte scuole della banlieue, ma ogni tanto ricorda certi fumetti underground che prendono per il culo i supereroi.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori