Colpi di sole: Ermal Meta e il vicesindaco di Bianco

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Ermal Meta Bianco
© Foto: Riccardo Medana

Ermal Meta annulla un concerto per motivi di salute e… apriti cielo. Il vicesindaco di Bianco, delizioso paese di circa 4.000 abitanti in provincia di Reggio Calabria, pubblica sulla sua pagina Facebook due post velenosi in cui sfoga tutta la sua rabbia.
Ma procediamo con ordine. Il 13 agosto Ermal pubblica un lungo post in cui spiega: «Qualche giorno fa ho fatto una visita dal foniatra che mi ha consigliato caldamente di riposare la gola e la voce prescrivendomi fra le varie anche 7 giorni di riposo. Sono in tour da aprile di quest’anno e non mi sono praticamente mai fermato. Ma io amo fare concerti e amo salire sul palco tanto quanto amo dare tutto quello che ho durante un live per cui non gli ho dato retta e ho sperato fino alla fine di potercela fare. Così ho fatto gli ultimi 3 concerti. Stasera però ero più affaticato e lo sentivo già sul palco a Riccione anche se non si trattava di un concerto intero, ma di sole 6 canzoni. Mi dispiace dirvi che non posso fare il concerto a Bianco. Non sarebbe rispettoso salire sul palco e fermarsi alla terza canzone. Non sarebbe un concerto e mi dispiacerebbe moltissimo. Vi prometto che cercherò di recuperare questa data prima possibile e faremo una grande festa insieme. Chiedo scusa all’organizzazione e ai fan, ma mi serve qualche giorno di riposo per poter proseguire questo bellissimo cammino insieme a tutti voi».
Passano poche ore e arriva una prima risposta di Pasquale Ceratti, vicesindaco di Bianco: «Ermal tradisce Bianco… troppo lontano e forse troppo a SUD… più dell’Albania… dalla quale è giunto su un barcone… ormai ricco e famoso annulla il concerto di Bianco… i gufi questa volta hanno vinto… Bianco perde una occasione per ospitare un grande evento per il quale ci eravamo spesi tantissimo e avremmo affrontato grandi sacrifici per ospitare migliaia di fan che nulla hanno in medi (sic!) dei fan del Nord… Amareggiati adiremmo le vie legali ma ormai consapevoli che Ermal non meritava Bianco…».
Meno di mezz’ora più tardi pubblica un secondo post in cui rincara la dose, accusandolo di essere soltanto un mercenario e di aver cancellato la data perché è troppo a sud, in una località scomoda da raggiungere.
Nella tarda mattinata del 14 agosto, arriva la prima risposta di Ermal: pubblicando sulla sua pagina FB i due post del vicesindaco, commenta: «Questo è il vicesindaco di Bianco. Mi piacerebbe vedere, in generale, questa passione e indignazione nei confronti dei finti invalidi, dei politici corrotti, di chi scarica rifiuti tossici nel mare, di chi li sotterra, di chi ruba soldi pubblici, di chi si inchina per paura di sdraiarsi, di chi non paga mai le tasse, di chi danneggia l’intera comunità italiana e non nei confronti di un concerto annullato che in larga parte danneggia soltanto me. Caro vicesindaco, sui barconi insegnavano ad usare la punteggiatura, ad averlo saputo la portavo con me. Le sarebbe stato senz’altro utile».
Qualche ora dopo, Ermal pubblica un messaggio indirizzato ai suoi fan: «Grazie ragazzi per tutto il sostegno e l’amore. Un paio di giorni di silenzio assoluto, cortisone e sono come nuovo. Un abbraccio forte. P.S. Viva la Calabria, terra dolce e amara e per questo bellissima. Le cattiverie non mi interessano».
Vicenda chiusa? Lo spero, anche perché esternazioni di questo tipo non fanno bene né a chi le fa, né al territorio e alla popolazione che rappresenta. Capisco che a Bianco ci siano rimasti male. Immagino che da quelle parti eventi del genere siano rari, e questo aveva ancora più importanza in quanto evento-clou della festa patronale. Ma da qui a parlare di “tradimento”, “vergogna”, definendo Ermal un “mercenario”, ce ne passa. La cosa peggiore è il richiamo alle origini di Ermal, all’Albania, «dalla quale è giunto su un barcone». Signor vicesindaco, è davvero convinto delle cose che ha detto? P.S. Lo scorso 23 maggio Ermal Meta ha partecipato a #PalermoChiamaItalia, iniziativa organizzata per ricordaere il XXV anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Se non erro, Palermo è più a SUD di Bianco.

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: “Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi”.