Nicolas Jaar firma l’inizio travolgente del VIVA Festival 2017

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La musica sta investendo in Valle D’Itria: è un dato di fatto. Lo fa perché ha captato il successo che ha riscontrato negli anni in zona (vedi il Locus Festival di Locorotondo, tra le selezioni musicali più importanti della penisola) e lo fa perché il territorio permette location capaci di aumentare la percezione di un concerto. Un live non è fatto solo di musica, ma anche di spazi e di luoghi.

E il luogo con cui esordisce il VIVA Festival, costola del Club to Club di Torino che assieme ad Audi ha avviato la collaborazione con il neonato festival della Puglia Centrale, è una masseria immersa nel verde e circondata dai trulli. È concentrato di anima e corpo. Metteteci al centro del palco Nicolas Jaar e il gioco con la musica è riuscito.

Il VIVA parte, dunque, da un artista che ha sposato la nuova ventata elettronica, contaminandola di psichedlia, di jazz e di classica a in un mix che lo ha portato ad essere uno dei profili più considerati del panorama mondiale.
La musica di Jaar è risaltata dal luogo, dicevamo, e dalle luci che in un certo senso funzionano anche grazie alla location di Masseria Papaperta. Oscillano dall’alto verso il basso, si distendono su una barra e fanno contorsioni a seconda del mood proposto dal pezzo.
La prima considerazione sulla performance è che Jaar dal vivo viaggia su una corrente decisamente differente da quella che si può ascoltare su disco. Più cassa dritta e meno ambient.
La seconda è che la cosa gli riesce sempre particolarmente bene, eccezion fatta per un paio di pezzi dove la cosa rischia di costargli ripetitività alle orecchie del pubblico.
Ma nel momento in cui sembra che i pezzi si stiano ripetendo, lui fa qualche cosa – tecnicamente anche inutile da spiegare – che rivitalizza il palco, gli crea un’aura attorno e porta il vero tocco artistico. È un’onda che vibra e tu non puoi non farti colpire, perché hai troppo poco tempo per scansarti. Three Sides of Nazareth è l’esempio più concreto: è quanto di più irresistibile, erotico e avvolgente si possa proporre dal vivo. È quell’onda lì, che Jaar dosa lungo il concerto, perché è un’ebrezza che devi assaporare fino in fondo. È la genialità degli artisti, quella di gestire la tecnica e addomesticarla come animale da circo.

⏰ Tutti pronti per VIVA!? ⏰Qui il calendario e gli orari del festival 👇#VIVAFestival17 #WeAreinPuglia www.vivafestival.it

Posted by VIVA Festival on Dienstag, 8. August 2017

 

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Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell’anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.