Atomica bionda. Spionaggio e arti marziali

Come se Le Carré incontrasse Bruce Lee, ma cattivi come in un fumetto

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Atomica bionda
di David Leitch
con Charlize Theron, James McAvoy, Sofia Boutella, John Goodman, Toby Jones, Daniel Bernhardt
Voto 7 per la tecnica

Atomica bionda viene da un graphic novel, The Coldest City, e si vede. David Leitch viene da John Wick, e si vede. La storia verte sulla malconcia Theron, agente MI6 che deve fare il bagno tra i cubetti di ghiaccio per riprendersi dalle botte, che racconta ai suoi capi a Londra come è andata la missione a Berlino per far uscire un confidente e una lista di agenti mentre stava cadendo il Muro nel 1989. La trama è in apparenza complessa come quelle di Le Carrè (c’è una Talpa tra noi e la Guerra Fredda continuerà), ma attenti: tolto il montaggio accattivante, le musiche a palla e le scene virate, alla fine la storia che resta è semplicistica: tutti tradiscono tutti (e lo sapevate già), intanto picchiamoci. Le modalità sono quelle di un film di Leitch, che è un ex stuntman di divi e adora le scene di stunt. Quindi tanta musica del periodo e precedente (da Cat People a Under PressureDer Komissar) per coreografare gli scontri fisici, spiegazioni di raccordo (prese molto sul serio) e trionfali corpo a corpo molto tecnici (alla fine anche noiosi) con finale cruentissimo come in John Wick. Il nuovo modello di cinema è un miscuglio di citazioni di cinema del passato e di ultraviolenza molto moderna (tutti i corpi hanno resistenza disumana alle ferite per tirare in lungo gli scontri), il che segna uno spartiacque (forse). La formula (riapplicabile) potrebbe essere: film di genere anni 60/70, semplificato a fumetto, interrotto da esibizioni arti marziali e rimixato da un deejay. Piacerà, non piacerà, chissà…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori